Sicurezza
Tra 11 giorni la tv di Capecchi si spegne e 16 fra giornalisti, tecnici e segretari rimarranno senza lavoro
Teletirreno, vertenza dei dipendenti
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TELETIRRENO Gli studi di via Giada a Grosseto In 7 si sono rivolti alla Cgil. Centenari: «Li hanno spremuti e buttati via»
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GROSSETO. Vertenza sindacale contro l'editore di Teletirreno Piero Barbagli. La Cgil Grosseto l'aveva annunciato a metà ottobre e ieri pomeriggio sono partite le raccomandate con le vertenze di sette dei sedici dipendenti dell'emittente grossetana che il 22 settembre hanno ricevuto la lettera di licenziamento e il 21 novembre metteranno piede per l'ultima volta negli studi di via Giada. Licenziamenti ritenuti illegittimi dalla Cgil Grosseto che, insieme all'Ast, l'associazione della stampa toscana, e alla Cgil regionale, si è subito mossa in difesa dei giornalisti, tecnici e segretari di Teletirreno, assunti con contratti a tempo indeterminato, mandati a casa insieme ai colleghi delle altre testate del gruppo Teleradio Center di Barbagli, in tutto 36 persone in Toscana. «Li hanno usati come fazzolettini di carta, spremuti finché ne hanno avuto bisogno e poi buttati via», spiega il segretario della Cgil Grosseto, Lorenzo Centenari a proposito dei lavoratori dell'emittente di Piero Barbagli. «Ma le lettere di licenziamento che hanno ricevuto non sono conformi per tre ragioni. La prima è che la lettera deve seguire la prassi dei licenziamenti collettivi, mentre a questi lavoratori è stato applicato il licenziamento individuale. Poi, da nessuna parte, secondo noi, c'è scritto chiaramente che l'azienda chiude, e questo significa che la testata potrebbe rimanere. Infine, abbiamo dei dubbi anche sul contratto applicato. Per queste ragioni quella che presentiamo contro Teletirreno potrebbe essere una vertenza pilota». Oltre al comprensibile timore per il proprio futuro, infatti, per i dipendenti dell'azienda di Barbagli ci sono anche altre difficoltà da affrontare. «I dipendenti - spiega Cenetenari - hanno subito due riduzioni di orario e, di conseguenza, di salario. La prima a gennaio, con riduzione di orario da 40 a 28 ore, la seconda a giugno. Le buste paga si sono abbassate fino anche a 600 euro e poiché la cassa integrazione si calcola su questo stipendio, per queste persone sarà molto bassa. Quello del giornalista è un lavoro atipico; il fatto di non vedere prospettive scoraggia non poco». La decisione di impugnare i licenziamenti è arrivata martedì sera, dopo la terza riunione tenuta al sindacato (la prima poco dopo il 22 settembre, la seconda in Regione insieme all'Ast il 14 ottobre, oltre all'incontro pubblico a Grosseto il 21 ottobre) e, si legge nella nota che Cgil e dipendenti hanno divulgato ieri, è stata presa «per evidenziare una netta contrarietà anche con il metodo riduttivo impresso da oltre un anno dall'azienda ai rapporti di lavoro, e per contrastare l'azione liquidatoria e mortificante dell'azienda». «Per ora sono sette persone - spiega Centenari - ma può darsi che altri si aggiungano; questa è comunque una base notevole». Altri incontri seguiranno. In Regione il 15 novembre sono attesi i vertici aziendali per un incontro all'assessorato del Lavoro. Come spiega la nota, ci sono voluti molti tentativi per riuscire a contattare e convocare l'azienda. Il secondo sarà chiesto al presidente della Provincia e al sindaco di Grosseto. «I lavoratori e la Cgil - prosegue la nota - ritengono che la chiusura di una emittente storicamente insediata, come Teletirreno, rappresenti non solo una pesante perdita dal punto di vista occupazionale, ma anche un taglio e una penalizzazione alla libera e democratica informazione locale, che andrebbe invece sostenuta e difesa». «Faremo presenti queste problematiche - spiega Centenari - perché, con l'arrivo del digitale, da noi la qualità dell'informazione anziché migliorare è peggiorata per la scelta di un'azienda. Devo dire che non mi sarei aspettato questo silenzio da parte delle istituzioni; forse certe rassicurazioni di un proseguimento delle trasmissioni hanno creato un po' di confusione, credo in buona fede. Sono invece rimasto sorpreso quando, a fronte di una vertenza per 16 persone e la perdita della frequenza a Teletirreno, ci sia stato qualcuno che ha espresso solidarietà al direttore Capecchi».
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