Sicurezza
IL VETERINARIO
«Le uova saranno più buone? No, ma certamente più sane»
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GROSSETO. «All'inizio erano cubi di lamiera, poi sono arrivati i gratta unghie. Ora le gabbie dovranno essere non solo più larghe ma avere anche una zona diurna con accesso alla mangiatoia, acqua accessibile contemporaneamente per più animali, una zona per attività etologia dove razzolare, posatoi per dormire la notte e una zona nido dove fare le uova». Il dottor Giuseppe Abbati, direttore dell'unità operativa igiene e allevamento dell'Asl 9, spiega i meccanismi di un allevamento. «Quella in batteria - spiega - non è l'unica modalità di allevamento. I polli si allevano anche a terra, in capannone o all'aperto, con cicli di un anno. Poi si macellano per produrre carne e si sostituiscono con nuovi animali». In batteria le galline disperdono meno energia rispetto all'allevamento a terra e per questo producono più uova, 300 contro 130. Ma l'uovo prodotto nelle nuove gabbie sarà almeno più buono e più sano? «Più buono non è detto - spiega Abbati - ma forse più sano sì. Queste norme consentono all'animale condizioni di vita migliori che aumentano le difese immunitarie e fanno calare lo stress. Gli animali si ammalano meno e hanno bisogno di meno antibiotici». Per gli allevatori in difficoltà, il presidente della Cia, Confederazione italiana agricoltori, tende una mano. «Siamo d'accordo con le normative sul benessere animale che vietano di oltraggiare gli animali, ma qui si passa da un eccesso all'altro. Fino a ieri in mezzo metro si consentiva di allevare 3 galline. Oggi si impongono ristrutturazioni costose. «In passato, quando le stesse normative sul benessere animale sono state introdotte per altre specie, ci sono stati problemi come ad esempio dover investire in nuova cubatura. E non sempre i permessi sono arrivati». Per questo in alcuni casi si può chiedere una deroga motivata. «Il problema è soprattutto a livello industriale e in provincia di Grosseto non ci sono grosse realtà di questo tipo. In ogni caso, sul nostro periodico, "Dimensione Agricoltura", a fine novembre usciremo con una comunicazione su come affrontare il problema». (f.f.)
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