Finanza
Stagione buona per lassociazione dellIgp, ma grosse ombre per il futuro
«Senza castagna, Amiata ko»
Fiora Bonelli
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CASTAGNE. Un tesoro per il monte Amiata Allarme di Fazzi: il cinipide può metterci in ginocchio
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ARCIDOSSO. L'associazione della castagna Igp del Monte Amiata è preoccupata per l'October fest amiatino legato alla castagna e mentre fa il bilancio della stagione castanicola 2011, invita tutti, amministratori, commercianti, produttori, banche a muoversi per continuare a garantire all'Amiata il giro di turisti che la castagna attiva e a tenersi pronti a intervenire anche in previsione del grave danno economico causato dal cinipide, danno che arriverà a breve. Tanta carne al fuoco, insomma, per l'associazione guidata da Lorenzo Fazzi che ha anche la prestigiosa carica di presidente della rete europea Castanea. Ed è proprio Fazzi a tracciare il bilancio castagne 2011: «Non è andata poi malissimo. Dopo il fallimento della specie "cecio", piccolo e scarso, la produzione si è ristrutturata con la bastarda rossa e il marrone, di ottima pezzatura. Un raccolto di circa 15.000 quintali con prezzi invariati rispetto al 2010 e soprattutto con un 20 centesimi al kg in più per chi conferisce Igp». E proprio su questo Fazzi insiste, sull'IGP, che «se pur timidamente, sta entrando con la sua certificazione, nei mercati. Due aziende hanno trattato Igp qui da noi, l'azienda Fatarella di Arcidosso e Pasqui di Casteldelpiano e lanciano Igp la Conad di Grosseto e la Coop del Centro Italia, a Perugia e Sinalunga»., Ma a questi elementi positivi se ne contrappone uno amarissimo per i castanicoltori: il micidiale cinipide galligeno che nel 2015 potrebbe diminuire di molto, il prodotto principe l'Amiata. Quasi un azzeramento dei raccolti. «Però - annuncia Fazzi - nel 2013-2014, il nostro allevamento di antagonisti che sarà sufficiente per tutta l'Amiata comincerà a essere disponibile e potremo lanciare l'insetto "buono" per la lotta al cinipide cinese. In attesa, faremo altri 5-6 lanci di antagonisti. Si prosegue poi il progetto sperimentale finanziato dal Far Maremma con l'Università di Firenze che sta studiando quanto le potature servano a rallentare il riprodursi dl cinipide. La situazione è seguita con attenzione e sostenuta dalle province di Grosseto e di Siena e gli assessori all'agricoltura delle due province, Rossi e Betti si sono impegnati a costituire un unico tavolo permanente per il monitoraggio». Ma a Lorenzo Fazzi preme in particolare far comprendere a tutti l'importanza del danno economico che subirà la montagna e l'urgenza di non stare con le mani in mano: «La castagna interessa tutti, afferma. E tutti devono intervenire a sostegno. Il danno sarà ingente ed atteso. E sarà un danno ambientale ed economico notevole che intaccherà il patrimonio più spettacolare dell'Amiata. Tutti ne risentiremo e tutti quindi si devono sentire in obbligo di interessarsi al problema. Oltre la produzione, infatti, si pensi che la castagna porta in montagna oltre 60.000 turisti. Vengono per le feste delle cantine e per assaggiare le tipicità dei paesi. E a questo proposito suggerisco ufficialmente a chi di dovere, di chiedere delle deroghe per l'utilizzazione delle cantine in occasione delle feste della castagna. Non si può interrompere o rischiare di interrompere feste che sono ossigeno per i paesi per questa regione, importante elemento di introiti economici per molti soggetti del Monte Amiata".
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