Il Tirreno

Grosseto

Mannaia anche sul Comune: ora è più complicato rientrare nei parametri di spesa per il personale

Partecipate, stop alle assunzioni

Francesca Ferri
<b>PARTECIPATE</b> Alberto Paolini, direttore di Grosseto Parcheggi, e pi&ugrave; a destra Giulio Balocchi di Investia. A fianco il Comune di Grosseto
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PARTECIPATE Alberto Paolini, direttore di Grosseto Parcheggi, e più a destra Giulio Balocchi di Investia. A fianco il Comune di Grosseto

Le società dovranno rispettare gli stessi criteri dell'ente pubblico

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 GROSSETO. Stop al rinnovo dei contratti a tempo determinato nelle società partecipate, parificazione dei criteri di spesa per il personale con il Comune e divieto di fare nuove assunzioni. Gli effetti della manovra bis dello scorso agosto cominciano a farsi sentire e l'amministrazione comunale di Grosseto si rimbocca le maniche per recepire le nuove norme.  L'ultimo provvedimento riguarda le modalità di assunzione e la spesa del personale delle società partecipate ma per capire il nuovo meccanismo occorre fare un passo indietro.  Le società partecipate dagli enti pubblici già da un paio d'anni hanno il vincolo di rispettare i divieti e le limitazioni delle assunzioni di personale secondo il regime previsto dall'amministrazione controllante (decreto legge 78 del 2009), secondo un principio che, per risparmiare sulla spesa pubblica, allinea le attività degli enti pubblici e quelle delle partecipate. Tra i campi in cui si applicano queste disposizioni ci sono: organizzazione e gestione dei servizi generali, assunzione di personale, affidamento di incarichi professionali e procedure di acquisizione di beni e servizi.  Un vincolo ribadito nel decreto legge 138 dell'agosto 2011, che dice che le società a partecipazione pubblica che gestiscono servizi pubblici locali devono adottare gli stessi criteri e le modalità di reclutamento del personale che hanno gli enti locali e lo stesso discorso vale per il conferimento di incarichi. Quali sono questi criteri? Comuni, Province e Regioni devono ogni anno spendere un po' meno dell'anno precedente per il proprio personale; se non si rispetta questo vincolo, si ha il divieto assoluto di fare nuove assunzioni (legge 296 del 2006).  C'è poi una serie di altri vincoli precisi: se un ente paga per il personale una cifra uguale o superiore al 40 per cento del spese correnti, non può fare assunzioni; se spende meno può assumere ma a patto che la nuova spesa non superi il 20 per cento delle cessazioni dell'anno precedente.  Ora l'articolo 20 del decreto legge 98 (6 luglio 2011) dice che per calcolare queste percentuali un ente pubblico non deve considerare solo la spesa del personale direttamente assunto ma anche quello assunto dalle partecipate. E dunque, via con la stretta alle 12 società partecipate dal Comune (Acquedotto del Fiora, Coseca, Epg, Farmacie comunali riunite, Grossetofiere, Gea, Grosesto Parcheggi, Polo Universitario, Rama, San Lorenzo servizi, Seam, Investia e Netspring).  La giunta comunale non nasconde che ci sono alcuni punti della legge ancora fumosi per quel che riguarda il modo di calcolare quel 40 per cento che è soglia invalicabile se si vuole fare nuove assunzioni. Detto questo, passa subito all'azione. Le società a totale o a maggioranza di capitale pubblico e le società "in house" non possono più fare nuove assunzioni, non possono rinnovare i contratti a tempo determinato fino alla loro scadenza, devono adottare tutti i limiti di spesa che ha già il Comune. Entro la fine del mese devono poi presentare al sindaco il rendiconto stimato delle spese del personale dal 1º gennaio al 31 dicembre 2011.

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