Il Tirreno

Grosseto

La rabbia del sindaco Bellumori per i ritardi

«Non possiamo aspettare I lavori sono necessari»

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 CAPALBIO. La voce di Luigi Bellumori tradisce il dolore di chi sa che le parole che dirà in faccia a quella donna non sono quelle che vorrebbe pronunciare. È stato il sindaco, insieme al capogruppo in consiglio Luigi Trabucco, ad andare a bussare alla casa di Nadia e Giancarlo, per dire a quella moglie che era rimasta vedova.  Disperazione che però, si mischia a rabbia. «Ho un peso sul cuore - dice Bellumori - perché si continua a dire, a progettare, a spendere, a bloccare e non si fa niente. I numeri che aumentano, sull'Aurelia, sono solo quelli dei morti rimasti sulla strada». L'incidente di ieri è avvenuto su un rettilineo. «Segno che sarebbe bastata una linea di mezzeria - dice - o uno spartitraffico. Quella strada è piena di buche, è piena di incroci. Di chi sia la ragione o il torno, quando succede una tragedia come questa, non importa. Bisogna metterla in sicurezza, non ci sono più scuse ormai».  La questione Aurelia, il sindaco l'ha affrontata tante volte. «Ma ieri c'era soltanto spazio per il dolore - dice - per una famiglia che si trova senza l'affetto più caro, quello di un marito e di un padre. Avrei voluto non dare a una donna giovane una notizia come questa». Un modo, secondo il sindaco, ci sarebbe. «Mettere in sicurezza la strada - aggiunge - perché questa scia di sangue sull'Aurelia deve essere fermata». F.G.

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