Il Tirreno

Grosseto

Laura, lo sguardo nel vuoto

Pierluigi Sposato
<b>FENIGLIA</b> Laura Pettenello e il pedal&ograve; della disgrazia
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FENIGLIA Laura Pettenello e il pedalò della disgrazia

La pediatra: non era coinvolta affettivamente con Federico

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 GROSSETO. «Sono veramente disperata! Credo che l'unica soluzione per mio figlio sia affidarlo a una famiglia che gli voglia bene. Conosce per caso la procedura o direttamente una famiglia?». È il testo dell'sms che Laura Pettenello - la commercialista romana arrestata perché ritenuta responsabile di omicidio e tentato omicidio del figlio Federico, 16 mesi - aveva inviato ai primi del febbraio scorso a Elena Porro, la pediatra. Una estrema richiesta di aiuto che aveva preceduto di poche settimane quello che la Procura ritiene essere stato un tentativo di sopprimere il figlio nella vasca dell'abitazione ai Parioli (13 marzo 2011). Una richiesta di aiuto rinnovata quando la donna aveva sollecitato direttamente la pediatra a prendersi Federico. La dottoressa Porro, cinquantenne, con figli già grandi, non solo avrebbe potuto accogliere la proposta, ma aveva sollecitato ogni tipo di soluzione già mesi prima. E quella del 9 agosto nel mare della Feniglia, secondo la Procura sarebbe stata una morte annunciata.  Nel settembre 2010, la pediatra aveva incontrato i genitori. «Mi ero accorta che la donna non aveva un'espressione normale, come se avesse lo sguardo rivolto verso il vuoto, come se non fosse coinvolta affettivamente». Situazione già grave, come attestato anche dallo psichiatra Athanasios Koukopoulos che nell'autunno dell'anno scorso aveva certificato una depressione post partum poi trasformatasi in una depressione psicotica puerperale. Una psicosi, insomma. «Avevo suggerito il ricovero e l'allontanamento del bambino dalla madre». Ma la donna avrebbe rifiutato sia la prima sia la seconda soluzione, anche perché non sarebbero stati trovati familiari in grado di prendere Federico. Dopo l'episodio di marzo nella vasca da bagno (qualificato come tentativo di omicidio dalla Procura, come incidente dalla madre), Laura Pettenello era stata sottoposta a una decina di sedute con l'elettroshock, che avevano portato un certo miglioramento. Solo temporale, come poi riconosciuto a posteriori. Il dottor Koukopoulos aveva insistito anche a giugno per il ricovero e la separazione dal bimbo. Anche la dottoressa Porro era tornata a proporre la divisione dal bambino. È nel mese di giugno che i due professionisti vedono Laura Pettenello per l'ultima volta, prima della partenza per le vacanze a Porto Ercole. L'unica soluzione che viene adottata è la governante filippina esclusiva per Federico. Il giorno prima della tragedia davanti allo stabilimento Mamma Licia della Feniglia, lo psichiatra aveva ricevuto il marito Lorenzo Cassinis (indagato per il concorso colposo in omicidio volontario, perché non avrebbe fatto abbastanza per proteggere Federico). E quando era arrivata la notizia della morte di Federico, la dottoressa Porro aveva gridato a tutti la sua rabbia: «Ve l'avevo detto».  Da settembre scorso, un mese prima dell'arresto, Laura Pettenello è entrata in psicoterapia. Uscita dal carcere dopo l'interrogatorio di garanzia, è agli arresti domiciliari in una clinica.

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