Finanza
Organizzato dal Laboratorio Amiata e dai comitati
Geotermia, in piazza ecco il flash mob di protesta
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FLASH MOB. Un momento della manifestazione 2 MINUTI DI LETTURA
ARCIDOSSO. Arcidosso è stato, martedì mattina, il teatro del suo secondo flash mob, dopo quello, di circa 1 anno che reclamava la dignità per le donne. Questa volta, invece, andavano in scena le domande relative allo sfruttamento geotermico. Hanno organizzato e partecipato al flash mob in piazza Indipendenza, una trentina di persone, molte delle quali appartenenti al neogruppo Laboratorio Amiata, che ha avuto il sostegno di Reteambiente Grosseto. L'azione è partita con un volantinaggio sia al mercato di Arcidosso che davanti alle scuole. Tutte avevano cartelli al collo in cui campeggiavano grandi punti interrogativi. "Dall'Amiata non arrivano risposte ma tante domande: oggi abbiamo pochi soldi ma godiamo della bellezza dell'amiata, e domani? Chi ci guadagnerà veramente dalla geotermia, l' ambiente, la salute dei cittadini oppure l'Enel? Dopo 30 anni di sfruttamento geotermico sull'Amiata, l'acqua è diminuita del 50%. Se aumenterà e continuerà lo sfruttamento che succederà? Chi deve decidere la politica energetica nel nostro territorio?". Questo, in buona sostanza, il succo delle domande che erano scritte a grandi lettere nei cartelli sotto i punti interrogativi, perché, dice il gruppo del Laboratorio Amiata "i cittadini vogliono chiarezza in merito". Roberto Barocci del Forum ambientalista, si dice favorevolmente colpito dal gruppo ("sono quasi tutti giovani", afferma) che si è costituito per la prima volta in occasione del referendum sull'acqua e che adesso sta portando avanti la battaglia antigeotermica: "Gli interrogativi sulla geotermia rimangono tutti interi", afferma Barocci, che torna a ripetere ciò che già un anno fa aveva contestato le conclusioni generali dello studio epidemiologico (quello della Regione) che parlavano di "quadro rassicurante" in evidente contrasto, secondo lui, con le conclusioni fornite dai 16 esperti che hanno realizzato lo studio: "Quei cartelli col punto interrogativo contengono tutti i dubbi relativi allo sfruttamento del vapore". E infine, conclude Barocci, "è uno scandalo che il presidente della provincia Leonardo Marras vada a chiedere soldi a Enel Green Power, dichiarando che gli approfondimenti sulla correlazione tra alcune patologie e la geotermia danno ampie rassicurazioni". (f.b.)
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