Sicurezza
Orbetello torna a sognare la rinascita del suo Parco
Ex Idroscalo, tante idee alla ricerca di un autore
Claudia Della Verde
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COMÈ Lingresso del Parco delle Crociere oggi 3 MINUTI DI LETTURA
ORBETELLO. Un'area verde nel cuore del centro storico di Orbetello lasciata a se stessa e finita nel dimenticatoio amministrativo per lungo tempo. Si torna a parlare del Parco delle Crociere. La sede del famoso idroscalo, costruito negli anni precedenti alla prima guerra mondiale, non vanta oggi una forma smagliante. Quel posto, conosciuto in tutto il mondo per le imprese aviatorie di Italo Balbo, è adesso l'emblema più amaro dell'incuria nel capoluogo comunale. Oltre alle strutture cadenti, alle erbacce, ai vecchi spalti abbandonati dall'ultimo Festival dei Presìdi, anche uno dei due ingressi principali, visibile a tutti i passanti, è rimasto trascurato da circa quattro anni. Un camion distrusse parte del muro, che non fu mai ristrutturato. L'ultimo piano di recupero, che non ha però avuto alcuna attuazione, risale al 1983, anno il cui l'allora sindaco Piero Vongher parlava di impianti sportrivi. A cercare di scuotere le coscienze ci hanno pensato - negli ultimi tempi - in veste informale alcuni privati cittadini. Già a luglio, Stefano De Robert, orafo orbetellano amante del proprio paese, in collaborazione con la società sportiva Gao, aveva presentato un quadro generale sull'ipotetica trasformazione del parco in centro sportivo polifunzionale. Primo punto di richiesta era la costruzione di una piscina coperta, dotata di spogliatoi e vasca complementare all'interno dell'idroscalo. Gli ideatori avevano pensato anche a un sistema efficace per abbattere i costi di gestione, avvalendosi dell'aiuto di moderne tecnologie basate sulle fonti di energia rinnovabili. Altri punti di interesse erano la costruzione di un'ulteriore piscina, questa olimpionica e aperta, da tenere in funzione nei cinque mesi più caldi, la ristrutturazione dei locali appartenenti alla società canottieri, una pista ciclabile e campi di calcetto. In sunto, un centro super accessoriato, provvisto anche di aree relax e un museo dell'aviazione nelle vecchie palazzine degli ufficiali. Ad avere a cuore il futuro di questa grande risorsa è anche l'architetto Michele Addonisio, il quale non mira a proporre una propria versione sul come vada gestito il parco, ma richiama chi di dovere ad assumersi la responsabilità riguardo alla gestione del verde pubblico, invitando ad una discussione collettiva amministrazioni, circoli culturali e cittadini, per conoscere la vera storia del posto. Intanto, mentre ferve il dibattito (riacceso anche dal ritrovamento di una struttura in ferro, nelle acque della Spiaggetta, probabile testimonianza del grande hangar poi distrutto dai bombardamenti del 1944) sul futuro, dal passato emergono alcune straordinarie foto che immortalano l'idroscalo negli anni Trenta, quelli del suo massimo fulgore, quando appunto era sede dell'Aeronautica. Nell'attesa di poter nuovamente ammirare l'idroscalo agli antichi splendori, un ventisettenne orbetellano, Giorgio Marri, ha creato una applicazione per i-pad che funzioni come guida turistica virtuale dell'intera cittadina lagunare. Sarà così possibile conoscere il passato dell'ex aeroporto e avere accesso ad una documentazione infinita. Una guida multimediale che aiuti anche a ricordare quanta bellezza si trovi sotto l'incuria attuale.
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