Il Tirreno

Grosseto

LA SQUADRA/2

Il segreto dei Randagi record? «Un team molto affiatato»

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 MONTEROTONDO. Ma qual è il segreto di una squadra capace di uccidere oltre 1.500 cinghiali in 5 anni? Lo abbiamo chiesto a uno dei leader del Randagio di Monterotondo Marittimo, Loris Serini, capocanaio. «Siamo una formazione organizzata, composta da cacciatori affiatati, amici, esperti. La caccia qui è ancora divertimento, passione, tradizione. E poi abbiamo territori come l'Uccelliera, Filetto, con tanti animali..».  Il responsabile delle cacciate è Danilo Larini, mentre Carlo Caponi (sanminiatese) è colui che si occupa di comunicazione, storia, fotografie. Il livello di organizzazione del Randagio è tale che è stata acquistata anche una jeep di squadra... Ma perché Il Randagio? «Era il soprannome di un cacciatore scomparso prematuramente, Giovanni Bulleri. Battezzare così il nostro gruppoè stato un modo per ricordarlo sempre".  Tra i cacciatori di Monterotondo - sono 90 gli iscritti - i tanti hanno oltrepassato quota 100 prede. Caponi, per esempio, l'anno scorso ha celebrato il 250º trofeo della carriera di cacciatore di cinghiali. Veleno, uno dei cani di Sauro Pierini, è considerato il fuoriclasse tra le mute che scovano e inseguono l'irsuto.  Gli ospiti qui sono prevalentemente bergamaschi e veneti. Lo score stagionale è di 46 abbattimenti (9 nell'ultimo weekend).

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