Il Tirreno

Grosseto

Caso Nucci. Dopo la nota del Soccorso alpino che ipotizzava uno spostamento

«Il furgone è sempre stato lì»

Alfredo Faetti
<b>RICERCHE</b> L&#146;unit&agrave; di crisi locale allestita a Niccioleta domenica dopo il ritrovamento del furgone di Daniele Nucci
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RICERCHE L’unità di crisi locale allestita a Niccioleta domenica dopo il ritrovamento del furgone di Daniele Nucci

La famiglia: in quella zona i ricercatori non erano mai andati

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 NICCIOLETA. Non è una strada qualsiasi, quella nei pressi del bivio di Niccioleta dove è stato ritrovato il suo furgone. La conosceva bene, Daniele Nucci, perché in quei boschi è andato per vent'anni a tagliare la legna. Conosceva ogni sentiero di quella zona e ogni suo segreto, tunnel compresi. Ora sono diversi gli scenari che si sono aperti, per i ricercatori, dopo il ritrovamento del Fiat Strada. Ma non per la famiglia: «Quel furgone è sempre stato lì». Questa novità nel caso non riaccende nessuna speranza in casa Nucci, dove sono tutti convinti che Daniele quella mattina di primavera sia uscito di casa con intenzioni ben precise, così come avrebbe detto ad alcuni conoscenti il giorno prima. «A queste persone ha detto che si sarebbe ucciso» spiega la moglie. «Non ci avrebbe mai lasciate sole» dice la figlia, escludendo ogni ipotesi di fuga. Per loro è tutto chiaro. In una nota diffusa domenica, i ricercatori hanno definito «oscura la dinamica e il momento dell'abbandono della macchina», in quanto «la zona dove è avvenuto il ritrovamento era già stata oggetto di ricerche nei mesi scorsi». Un elemento che li ha portati a ipotizzare che l'abbandono del Fiat possa essere avvenuto in seguito alla scomparsa dell'uomo. «Non ci sono mai andati in quella zona - ribatte la figlia - Sotto il furgone non c'è neanche un filo d'erba. È lì da mesi, per questo non ci cresce». Per di più, continua, «tutti i punti setacciati durante le ricerche a primavera sono segnati nel gps dei volontari e quel punto non risulta presente da nessuna parte». Ancora: «ho la testimonianza che i ricercatori sono arrivati in quella zona con l'elicottero, ma quando sono giunti a pochi metri da quella strada sono dovuti tornare indietro perché stava finendo il carburante». In effetti, non è possibile dire con certezza che il furgone sia stato portato lì in seguito. «C'è stata una ricognizione di quella zona - spiegano gli uomini del Soccorso alpino - ma è possibile che, anche se il furgone era lì dall'inizio, non sia stato visto a causa della vegetazione».  Uno dei dubbi su cui adesso lavorano i ricercatori porta a un bivio: anche se il furgone è sempre stato nel bosco di Niccioleta, come mai si è fermato proprio in quel punto? Nucci, come detto, quella zona la conosceva bene. Potrebbe aver abbandonato il mezzo su quella strada per poi sparire in qualunque direzione. Oppure il Fiat Strada potrebbe averlo "piantato in asso" ad un certo punto mentre percorreva la strada, costringendolo a proseguire il suo cammino a piedi.

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