Attenzione
È una Maremma in apnea ma viva
Maurizio Bernardini
Balzo in avanti delle esportazioni e purtroppo anche della disoccupazione
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GROSSETO. Stiamo male, ma non troppo. E, di sicuro, potremmo stare peggio. E' la magra consolazione che viene sfogliando i dati sulla congiuntura economica nella provincia di Grosseto redatti da istituto Guglielmo Tagliacarne e Coap e presentati nella sede della Camera di commercio. Primo semestre. Le cifre, riguardanti i primi sei mesi di quest'anno, evidenziano una situazione meno severa rispetto al primo semestre 2010 e questo anche grazie al consolidamento di alcuni elementi d'eccellenza: calano infatti le ditte individuali, ma aumentano quelle di capitali. Bene l'export. Le esportazioni poi segnano un'ulteriore balzo in avanti, nel particolare per quel che riguarda il settore chimico ed agroalimentare. L'export grossetano vola, anche quest'anno, ben al di sopra della media regionale e nazionale. Certo, l'incremento è maggiormente contenuto, ma la performance arriva comunque ad un esaltante 25,5%. uona è anche la diversificazione dei mercati: Asia, Africa ed America aumentano il proprio peso svelando, sempre con maggiore forza, orizzonti rosei per il brand Maremma. Investimenti. Esiste, seppur lieve, un aumento degli investimenti fatti dalle imprese, in particolare nel settore del commercio ed in quello del turismo. Diciotto ditte su cento hanno infatti speso, da gennaio ad oggi, per la sostituzione dei macchinari obsoleti, l'aumento della competitività, della capacità produttiva, del risparmio energetico e dell'innovazione. Fatturato. Il 17,5% delle imprese infine, ha dichiarato un aumento del fatturato nel primo semestre dell'anno. Si è così praticamente tornati ai livelli dello stesso periodo registrati nel 2008 superando la crisi subita nel 2009 (9,2%) e nel 2010 (11,2%). Pagine nere. Sin qua le note positive, quelle cifre che dimostrano come la struttura economica grossetana sia ancora viva, seppur in apnea. Ma quali gli aspetti negativi? Il calo generale rispetto al secondo semestre del 2010 vede una flessione dei fatturati del 5,3%. Negativi sia il campo delle costruzioni (-3%) sia quello dell'agricoltura (-4,1%) ed il manifatturiero (-3,6%). Tonfo nell'artigianato (-7,4%) e nel commercio (-4,4%). La produzione complessiva in questa prima fase cala del 6%. In banca. Male anche la situazione bancaria: diminuiscono i depositi ed aumentano le sofferenze. I tassi effettivi di interesse per rischi a revoca, ad esempio i fidi, applicati in provincia di Grosseto sono ben al di sopra della media italiana sia per le famiglie consumatrici (8,8 contro il 5,1) sia per le imprese (8,5 anziché 6,7). Turismo. Ma è il turismo il settore maggiormente penalizzato. Il fatturato del settore scende infatti del 13.3%. La mancata destagionalizzazione lascia dunque, anche quest'anno, un'impronta molto forte sui primi sei mesi. I due terzi dei movimenti turistici che la provincia grossetana riesce ad attrarre sono storicamente incanalati nel secondo semestre, quello comprendente luglio ed agosto. E' proprio in quelle calde settimane che si concentrano le maggiori entrate nel settore, in particolare per quel che riguarda l'industria del mare che assorbe, da sola, il 60% dei flussi. Ad oggi le presente turistiche ufficiali superano i sei milioni. A questa cifra devono poi essere aggiunte quelle legate alle seconde case. Ogni visitatore spende mediamente 76 euro al giorno lungo tutto il periodo della propria vacanza. Numeri importanti che dovrebbero essere da ulteriore stimolo per il concretizzarsi di una politica turistica che, ad oggi, pare ancora acerba e male articolata. Disoccupazione. Cala purtroppo l'occupazione, sia fissa (-0,9%) che atipica (-2,1%). Riguardo questo punto i campi più penalizzati sono ancora una volta turismo e commercio. Previsioni. Sono tutti positivi i numeri previsti per il secondo semestre del 2011. Il territorio grossetano risalirà la china nei fatturati (+2,8%), nell'occupazione fissa ed atipica (+1,4% e +1,6%) e nella produzione (+2,5%). Turismo e commercio in particolare, maglie nere in questa prima parte dell'anno, saranno punti di forza con un incremento atteso del 12,5 e del 6,6 per cento. Positive anche le aspettative per il comparto dell'artigianato (+4,1%). I fatturati in genere cresceranno dunque, sfiorando un aumento del 3 per cento. Insomma, stiamo male, ma non troppo.
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