Il dolore
Tra le domande più frequenti, quella per ottenere il contributo per lacquisto del decoder
Assalto all'info gazebo sul digitale
Sara Landi
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RESSA ieri mattina in piazza Dante al gazebo della Fondazione Ugo Bordoni dove gli esperti hanno spiegato come affrontare lo switch off Tanti anziani si sono rivolti ieri allo stand della Fondazione Bordoni
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GROSSETO. Chi ha i capelli bianchi ricorda ancora l'arrivo della televisione in casa e poi la prima rivoluzione, quella che portò all'avvento del secondo canale. E ancora le prime trasmissioni a colore, per non parlare dell'era delle tv private. Figuriamoci se non si senta un po' intimorito dal passaggio al digitale terrestre in arrivo. Ieri il gazebo sul Corso allestito a fianco del municipio dalla Fondazione Ugo Bordoni, ente di ricerca collegato al dipartimento delle Comunicazioni del ministero dello Sviluppo economico, è stato preso d'assalto in particolare da anziani. La fascia di utenti che più rischia di essere tagliata fuori dalla nuova tecnologia di trasmissione e ricezione del segnale televisivo. È proprio la Fondazione Bordoni a curare la campagna di comunicazione sullo switch off per il ministero. Quella con protagonista la mascotte Nando il telecomando, che ieri ha girato le strade del centro distribuendo depliant informativi e palloncini con lo slogan della campagna "Attenti al buio" e il numero 800 022 000 da chiamare per ogni dubbio. L'ingegner Ferdinando Lucidi della Fondazione Bordoni fa per noi il punto sui principali dubbi posti dalla gente. «C'è chi semplicemente chiede la data dello switch off - dice Lucidi - ma i più vogliono essere rassicurati su cosa dovranno fare tecnicamente. In particolare la maggior parte delle persone è spaventata dalle operazioni di sintonizzazione del decoder. Io chiedo sempre all'interlocutore se sa utilizzare le funzioni base di un normale telefonino, perché se si è capaci di mandare ad esempio un sms la procedura per sintonizzare un decoder è ancora più semplice». Un consiglio pratico? «Qualunque sia il modello di decoder acquistato i tasti da tenere d'occhio sono "menù" e "exit". Col primo si inizia la procedura di ricerca dei canali, poi il decoder fa da sé. In caso di problemi si può sempre ricominciare da capo con il tasto "exit" e riprovare. Quello che raccomando sempre è stare tranquilli perché è tutto molto più intuitivo di quanto si immagini». Ovviamente il problema del decoder riguarda solo chi ha un apparecchio acquistato prima del 2009 (non predisposto quindi al digitale terrestre) e non vuole sostituirlo con uno di nuova generazione, di quelli che hanno già il decoder integrato. E per l'antenna: è il caso di consigliare fin da ora una verifica da un tecnico? «In linea di massima non ce n'è bisogno - rassicura l'ingegner Lucidi - Se l'impianto non è obsoleto e adesso funziona bene in analogico non è il caso di preoccuparsi». Molte persone si fermano al gazebo giallo di Nando il telecomando anche per sapere come si fa ad ottenere il contributo statale per acquistare il decoder. Una chance che però riguarda solo chi ha almeno 65 anni, un reddito pari o inferiore a 10mila euro ed è in regola con il canone Rai. «Con questi requisiti - spiega Lucidi - si può ottenere lo sconto di 50 euro al momento dell'acquisto del decoder ma va specificato che questo riguarda solo i decoder interattivi, quelli cioè più costosi. In tanti infatti segnalano questa anomalia, cioè che il contributo poteva essere dato per l'acquisto dei più economici zapper, i decoder che ricevono tutti i canali in chiaro ma non i servizi interattivi. Ma l'Unione europea ha ravvisato il pericolo che questo contributo falsasse il mercato e quindi ha imposto che riguardasse solo i decoder interattivi che in futuro potranno essere usati anche per servizi di pubblica utilità». Come per esempio leggere sullo schermo della tv gli orari delle farmacie aperte in città. Uno scenario per il momento solo futuribile. Per il momento di sicuro miglioreranno la qualità audio e video e si moltiplicheranno i canali.
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