Il Tirreno

Grosseto

Arriva una manovra da 2 milioni

Enrico Pizzi
<b>ASSESSORE</b> Paolo Borghi
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ASSESSORE Paolo Borghi

Opere pubbliche, Borghi minimizza le minori entrate

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 GROSSETO. Quanti soldi mancano per il piano delle opere pubbliche del Comune di Grosseto, quali lavori saranno cancellati o slitteranno al 2012? E il centro di documentazione degli Etruschi si farà oppure, come sembra ormai deciso, resterà nel cassetto o, al massimo, sarà molto, ma molto ridimensionato?  Domande senza risposta, anche dopo la seduta congiunta della seconda e della quarta commissione consiliare, con gli assessori Borghi (bilancio) e Monaci (lavori pubblici). Dovevano fare chiarezza su quanto pubblicato dal Tirreno il 18 ottobre scorso in merito alla "scomparsa" di una buona parte dei 6,2 milioni di euro che sarebbero dovuti servire per il progetto del centro nazionale di documentazione sulla civiltà etrusca e che, una volta messo da parte il progetto, l'assessore Monaci aveva pensato di avere a disposizione per il piano delle opere pubbliche approvato il 31 agosto. Suo malgrado, invece, aveva scoperto che quei soldi non c'erano più e si racconta che ne fosse seguito un acceso scambio di e-mail con il dirigente degli uffici finanziari Balocchi.  Borghi ha minimizzato la sopravvenuta carenza di risorse: 15 giorni dopo l'approvazione del bilancio si è appreso di una minore entrata da un milione di euro dal capitolo degli oneri di urbanizzazione. Ha poi ribadito che presto sarà portata in consiglio comunale una manovra da circa 2 milioni di euro da destinare alle opere pubbliche. Nulla di più e nulla di meno, dunque, di quanto già scritto il 18 ottobre. E lo stesso vale per l'assessore Monaci che si è limitato a spiegare che sarà necessario rivedere le priorità e che alcune opere slitteranno al 2012.  Per il resto i commissari della maggioranza sono stati bersaglio del fuoco di fila dell'opposizione, sia del centrodestra con il capogruppo del Pdl Cerboni, in particolare, che ha confessato di non essere ancora riuscito a capire cosa sia successo, e ha rigirato il dito nella piaga del Pd, prima ricordando che la commissione, da lui richiesta informalmente, è stata convocata su richiesta formale di tre commissari di maggioranza, e poi mettendo in evidenza contrasti e contraddizioni emerse tra Pd e giunta, proprio in merito alla linea da seguire sui cosiddetti progetti bandiera. Dura anche la capogruppo di Sel Citerni che ha chiesto chi sia, davvero, a prendere le decisioni in Comune e se il consiglio sia auto o eterodiretto.  Insomma, ci si sarebbe aspettati una spiegazione sui numeri, e toccherà a Balocchi, nella prossima seduta, provare a fare chiarezza.

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