Il Tirreno

Grosseto

Falegname brillante e mite, si è spento a 90 anni

Arcidosso piange "Piero" grande anima del paese

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 ARCIDOSSO. Se ne è andato a 90 anni Piero Barellini, uno dei falegnami storici di Arcidosso, che fino a pochi anni fa aveva la sua bottega in via del Risorgimento. Un punto di incontro e scambio di informazioni, la sua bottega, ma anche di accese polemiche secondo una tradizione mai interrotta in quell'ambiente artigiano, dove Piero accoglieva tutti e a tutti riservava una battuta e una buona accoglienza. Un osservatore mite e ironico degli scontri di idee e opinioni.  Ne ricorda il profilo Giulio Raffi, anche lui arcidossino doc e che lo ha conosciuto bene, apprezzandone memorie e insegnamenti di vita: «Aveva 90 anni: il momento giusto per andarsene. Di certo lo era per lui che aveva speso bene il suo tempo. Ad Arcidosso tutti lo conoscevano e ne apprezzavano la soave compagnia. Piero era, infatti, persona mite e disponibile, e allo stesso tempo di idee forti e coerenti, in un'epoca dove i voltagabbana girano più di una giostra. Lui però né le nascondeva ma ancor meno le faceva pesare nell'ampio spettro delle sue locali conoscenze. Dall'estrema destra a quella sinistra. Così, non era raro il caso che in quella sua luminosa bottega ci si incontrasse da sponde opposte e s'imbastissero accese discussioni. Piero, in questi casi, si limitava ad ascoltare con atteggiamento bonario. Così, silenzioso, guardava gli interlocutori con quegli occhi pacifici e sembrava voler dire: «ne ho viste troppe, io non sto a destra né a sinistra, io sono ormai oltre».  Tanti del paese sono passati in quella bottega, calda in estate per un sole che si frangeva sull'ampia vetrata ma anche in inverno, scaldata da quella sua stufa artigianale dove gettava i trucioli della pialla.  «Così, in quel luogo reso accogliente dal tepore ma ancor più dall'affabilità del personaggio, interi gruppi si radunavano ad ascoltare storie antiche e recenti del paese. Lui, nella tradizione del vecchio e genuino artigiano, le aveva raccolte tutte nella sua mente e le dispensava volentieri. Da lui avevo avuto rare notizie sui tristi e drammatici giorni del passaggio della guerra da inserire nel mio romanzo autobiografico. Sì, Piero, il tuo tempo era arrivato e tu l'avevi capito. Così, quando l'ictus ti ha colpito hai preferito non opporti troppo e sebbene stimolato da chi intorno ti voleva bene hai preferito spegnerti alla tua maniera. Senza disturbare troppo. Noi eravamo tra quelli, nella convinzione che persone come te, dispensatrici di serenità, non dovessero aver fine. Piero - conclude l'amarcord - non ti dimenticheremo tanto presto». F.B.

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