Il Tirreno

Grosseto

Il velista follonichese alla Transat

Simone Gesi ce l'ha fatta Raggiunge Salvador de Bahia e approda nella leggenda

Michele Nannini
<b>LA PAZZA GIOIA </b>di Simone Gesi subito dopo l&#146;approdo a Salvador de Bahia
◗
LA PAZZA GIOIA di Simone Gesi subito dopo l’approdo a Salvador de Bahia

2 MINUTI DI LETTURA





 SALVADOR DE BAHIA.È finita. Dopo oltre un mese di navigazione Simone Gesi e "Dagadà - Spirito di Maremma" sono entrati in porto a Bahia alle 6.56 di ieri mattina, in ritardo rispetto alle ultime previsioni ma riuscendo finalmente a completare l'impresa che porta il navigatore maremmano fra i personaggi sportivi dell'anno.  «Sto bene», le parole di Gesi appena sbarcato da Dagadà in collegamento skype con la moglie Alessia e i figli Daniele e Gabriele, prima di concedersi il riposo del giusto dopo un mese di navigazione. Simone ha concluso la sua fatica al 26º posto, posizione occupata sia nella seconda tappa sia nella classifica generale che combina le due tappe.  «L'ultimo tratto è stato molto duro: tre giorni di acqua e vento a 40 nodi che mi ha costretto a mettere il fiocco da tempesta - le parole di Gesi - tutto in linea con una seconda tappa durissima per le condizioni di vento e di mare che non ci hanno concesso tregua. Fra le Canarie e "Pot au noir" ho rotto i due bompressi ma sono comunque riuscito a riutilizzarne uno, pur se penalizzato un po' nelle manovre con il gennaker. I guai non sono mancati: il pilota automatico principale è saltato al "Pot au noir" per l'acqua entrata in barca, che ha messo fuori uso anche i display della strumentazione, costringendomi a una tappa di "bricolage" per i frequenti interventi di sistemazione delle attrezzature rotte». Logicamente soddisfatto di aver portato a compimento l'impresa: «È stata proprio dura, ma il peggio è arrivato gli ultimi giorni - conclude Gesi - quando sei stanco, il tempo non ti dà tregua e non vedi l'ora di arrivare».  Aver concluso la regata in ottime condizioni è un risultato di prestigio che premia la capacità e la tenacia del velista follonichese e il lavoro dello staff tecnico organizzativo oltre agli sponsor che hanno sostenuto l'impresa. Anche il sindaco di Follonica, Eleonora Baldi, e il presidente della Provincia, Marras, hanno inviato a Gesi un messaggio di congratulazioni; grande festa anche al Gruppo Vela Lni che ha sostenuto fin dall'inizio l'impresa di Dagadà.  In classifica, dominio francese con podi interamente transalpini sia nei serie che nei prototipi; vittoria assoluta per David Raison davanti a Thomas Normand (sia di tappa che in generale); fra i serie successo per Gwenole Gahnet, con Suzanne Beyer prima italiana e 22ª assoluta. Ben un quarto dei partecipanti hanno dovuto abbandonare, confermando il mito che dipinge la Transat come una delle regate più difficili al mondo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web