Trasporti
Luigi Colomba attacca il sindaco: il regolamento urbanistico le prevede sotto allargine
«Nuove case in zone a rischio»
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OMBRONE. Il fiume in piena e (a sinistra) Colomba La proposta: «No al centro etruschi, si metta la città in sicurezza»
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GROSSETO. Luigi Colomba, dell'opposizione di Centrodestra, attacca il sindaco sul rischio-Ombrone. E spiega la sua ricetta per mettere il fiume in sicurezza: si parta, dice, dal vietare nuove costruzioni in zone pericolose. Visto che le prevede anche il nuovo regolamento urbanistico. «Anche quest'anno assistiamo - scrive Colombra - al grido di allarme di Bonifazi sulla pericolosità dell'Ombrone e limitandosi a questo crede di scaricarsi di responsabilità: basta scrivere la solita letterina al presidente del consiglio, ai ministeri, alla Regione alla Provincia di Siena e di Grosseto per invocare interventi superiori e mettersi l'anima in pace. Invece il sindaco è contraddittorio: da una parte (e quest'anno con maggiore enfasi perché ci sono state le alluvioni della Liguria e dell'alta Toscana) l'Ombrone è più pericoloso del 1966 e dall'altro è sicuro secondo il recente Regolamento urbanistico con il quale fa rendere edificabili, con 50 appartamenti, l'area dell'ex Casello idraulico in località I Crespi, proprio sotto l'argine dele dove il fiume ha più volte esondato. Permette inoltre pesanti interventi urbanistici residenziali e produttivi, compreso il Polo logistico, a Braccagni in aree riconosciute ad altissimo rischio idraulico dai consulenti stessi del Regolamento e dalla Regione Toscana nelle dettagliate osservazioni». Colomba spiega di aver più volte denunciato il problema in sede istituzionale (consiglio e IV commissione). «Quindi - si chiede Colomba - il sindaco Bonifazi è veramente convinto della pericolosità dell'Ombrone? Allora sia coerente e non scarichi su altre autorità le responsabilità dello stato del fiume. E' veramente preoccupato dei danni che potrebbero derivare al nostro Comune? Se è così deve smettere di agitare soltanto il problema, ma deve agire a 360 gradi per rimuovere e soprattutto per risolvere i problemi relativi alla messa in sicurezza dell'Ombrone che non interessano direttamente né Firenze né Siena ma riguardano prevalentemente il Comune di Grosseto. Se vuol bene alla città e ai suoi abitanti Bonifazi deve scendere dai discorsi generici e agire». Quindi ecco le proposte di Colomba: «1) deve cancellare dal R.U. tutte le previsioni nelle aree a elevato rischio idraulico come quella dell'ex Casello Idraulico, quelle di Braccagni e del Polo Logistico quelle delle Strillaie; 2) non deve limitarsi alla solita letterina di denuncia del rischio idraulico del fiume ma deve andare nei ministeri, negli uffici della Regione per ottenere nuove riclassificazioni e riqualificazioni dell'Ombrone e anche i necessari finanziamenti statali e regionali». «Inoltre il sindaco dice che non ci vogliono cifre faraoniche per mettere in sicurezza l'Ombrone e quindi la città, ma con 5-6 milioni di euro si possono fare invasi e bacini di laminazione per alleggerire la portata del fiume. Siccome oggi l'Ombrone è classificato in III categoria gli interventi di messa in sicurezza sono di esclusiva competenza del Comune e degli altri Comuni che vengono attraversati. Nel caso non auspicabile di una nuova alluvione i danni che deriverebbero a Grosseto sarebbero incalcolabili e perciò il sindaco per scongiurare un tale disastro deve mettere nel conto di fare direttamente i lavori di messa in sicurezza del fiume reperendo i soldi necessari abbandonando lo sperpero di soldi per "la cattedrale nel deserto" del Centro documentazione degli Etruschi che costa al Comune circa 7 milioni di euro. Abbandonando quest'opera si potrebbero risparmiare anche i 9 milioni di euro che sono a carico della Regione, che potrebbe dirottare questi denari per opere infrastrutturali e per incentivi alle imprese e alle famiglie».
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