Il Tirreno

Grosseto

«Servono fondi per i bacini sugli affluenti»

A.F.
<b>CONSORZIO.</b> Fabio Bellacchi
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CONSORZIO. Fabio Bellacchi

Bellacchi (Consorzio di bonifica): interveniamo anche sulle piante

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 GROSSETO. Sulla preoccupazione circa la situazione dell'Ombrone «il sindaco purtroppo ha ragione» arriva la conferma di Fabio Bellacchi, presidente del Consorzio di bonifica grossetano, il soggetto di riferimento in tema di interventi. Infatti dà subito la sua ricetta per tamponare qualsiasi emergenza. «Sono due i problemi: le piante e la breccia». Riguardo al primo aspetto, spiega che «non devono essere sradicate dal terreno, ma tagliate all'altezza del tronco».  Un passaggio all'apparenza banale, ma fondamentale. «Le radici devono reggere il terreno. Una pianta di trenat'anni se sradicata ne può portare via molto. Non possiamo farlo, serve un metodo preciso e autorizzato».  Il metodo di Bellacchi è ben preciso. «Deve essere impiantata vegetazione giovane e poi tagliata quando arriva ai dieci anni di vita. Le piante devono essere basse per poi alzarsi con il tempo, lasciando però il tronco bello robusto».  In questo senso qualcosa si muove. Dopo una conferenza circa i rischi che corre la Maremma per un'eventuale fuoriuscita dell'Ombrone, organizzata proprio dal Consorzio di bonifica, è stata formata una commissione in grado di fornire l'autorizzazione per il taglio delle piante.  E non solo, anche per l'altro problema evidenziato. «Non devono essere fatte delle grandi buche per togliere la breccia, ma occorrono modalità ben precise, per non alterare l'equilibrio del terreno».  Comunque non c'è soltanto la commissione all'opera. Il presidente del Consorzio parla anche dei bacini. «Vorremo realizzarne uno nei pressi di ogni affluente».  E anche qui qualcosa è già partito. «A gennaio speriamo di presentare un progetto per la realizzazione di uno o tre bacini sul Gretano. Abbiamo già richiesto pareri esterni (ad esempio, nel Consorzio non c'è un geologo ndc) per poter procedere quanto prima».  Inoltre, «è in corso una gara da circa 5 milioni di euro per completare il canale secondario sotto Grosseto. E' già stato intubato fino a metà città, adesso deve essere completato, non appena arriveranno i finanziamenti, con il collegamento a un sistema d'irrigazione. Anche questo intervento consentirà di sostenere gli argini».  Insomma, l'Ombrone preoccupa ma è sempre tenuto sott'occhio. Ma c'è una cosa su cui Bellacchi non è d'accordo con Bonifazi. «E' vero che in passato possono essere stati fatti degli errori in tema di urbanizzazione. Ma non vedo una colpa enorme nell'aver costruito vicino agli argini».

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