Gioco
LE PERPLESSITÀ
Forniture eccezionali, conflitto fra Stato e Regione
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ASL. Danilo Zuccherelli 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. «È tutto previsto dalla normativa», aveva rassicurato il direttore sanitario della Asl 9 Danilo Zuccherelli. E, in effetti, una delibera regionale del 16 maggio di quest'anno indicava i parametri e le modalità del cambiamento in atto in tutta la Regione. Al terzo punto si legge infatti che «le aziende sanitarie della Toscana potenziano la distribuzione diretta agli assistiti dei farmaci off patent - cioè di quei medicinali che hanno perso la propria copertura brevettuale e gli equivalenti - fino al raggiungimento di una quota percentuale non inferiore al 15 per cento dei consumi fatti registrare in regime convenzionale nell'anno 2010». Una quota ritenuta stratosferica dai farmacisti critici con la Asl. «Non inferiore al 15 per cento vuol dire poco e nulla - affermano - significa che è possibile arrivare anche all'ottanta. E questo non è certo sinonimo di concorrenza leale». Ma c'è dell'altro. La legge nazionale numero 405 del 2001, articolo 8 comma 3, indica come le Regioni, anche con provvedimenti amministrativi, abbiano facoltà di disporre, «al fine di garantire la continuità assistenziale, che la struttura pubblica fornisca direttamente i farmaci, limitatamente al primo ciclo terapeutico completo, sulla base delle direttive regionali, per il periodo immediatamente successivo alla dimissione dal ricovero ospedaliero o alla visita specialistica ambulatoriale». Ed è tutta racchiusa in questa ultima frase la perplessità di chi è contrario alla presa di posizione della asl grossetana: l'eccezionalità della fornitura è, a norma di legge, strettamente legata al primissimo ciclo terapeutico, e non per un utilizzo continuativo lontano dall'intervento medico in fase acuta. M.B.
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