Il Tirreno

Grosseto

Abuso d'ufficio in pratiche edilizie: quattro a giudizio

Pierluigi Sposato
<b>PALAZZINE</b> realizzate a Casino e finite sotto la lente della guardia di finanza
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PALAZZINE realizzate a Casino e finite sotto la lente della guardia di finanza

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 CAMPAGNATICO. Sotto processo in quattro per un presunto abuso d'ufficio relativo alla costruzione in zona agricola di quattro palazzine per sedici appartamenti, in località Casino, dove un tempo sorgeva un fienile. È uno dei numerosi rivoli nei quali si articolano gli accertamenti della guardia di finanza sull'operato degli uffici comunali di Campagnatico.  Il complesso messo sotto sequestro nel giugno 2008 ha finito per originare tre procedimenti penali distinti.  Abuso d'ufficio. Quello che il collegio del Tribunale dovrà esaminare il 25 gennaio - questa la prima udienza fissata dal gup Mezzaluna che ha deciso il rinvio a giudizio - è relativo alla presunta ratifica di una Dia illegittima e alle presunte irregolarità di rilascio di un falso permesso di costruire, il numero 41 del 2006, in violazione delle leggi urbanistiche vigenti.  Gli imputati. Sono il costruttore Cesare Puliti, mancianese di 62 anni ma abitante a Grosseto, legale rappresentante della Edilprogresso srl e dal 29 gennaio 2008 anche direttore dei lavori; prima di lui in qualità di direttore c'era il geometra Michele Bellini, 36 anni, di Grosseto; gli altri due imputati sono Lorenzo Racioppi, 59 anni, abitante a Batignano, in qualità di responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Campagnatico, e Roberto Serafini, 61 anni, sotto accusa perché istruttore del medesimo ufficio.  Le accuse. Questi ultimi due - già coinvolti nel ciclone che ha più volte investito il Comune di Campagnatico - violando la legge, avrebbero procurato a Puliti e Bellini un ingiusto vantaggio patrimoniale, perché non avrebbero assoggettato la richiesta di Dia a preventivo all'obbligo o a convenzione; perché avrebbero rilasciato illecitamente il permesso a costruire; perché lì avrebbe potuto essere realizzato un unico corpo fabbrica invece di quattro e tre unità abitative invece di 16; perché non vi sarebbe stata subordinazione alle opere di urbanizzazione; perché non sarebbero stati pretesi gli oneri concessori relativi a quell'intervento; perché sarebbero mancati i piani attuativi; perché non sarebbe esistito il titolo abilitativo per realizzare una lottizzazione; per la violazione degli obblighi di vigilanza propri dei responsabili dell'ufficio tecnico. Secondo l'imputazione, Puliti e Bellini avrebbero dovuto versare oneri per almeno 62mila euro.  Gli altri procedimenti. Questi stessi accertamenti, secondo la Procura, avrebbero comportato anche un illecito per falso, oggetto di un procedimento separato, sempre con i medesimi imputati: sarebbe stato falso il permesso di costruire n.41 come sarebbe stata falsa la relazione tecnica allegata, nella parte in cui questa affermava che i lavori di demolizione erano avvenuti prima dell'adozione del piano strutturale (ottobre 2005); che era avvenuta la deruralizzazione del vecchio annesso rurale; che i richiedenti avevano già versato gli oneri concessori. Quello stesso permesso avrebbe poi comportato - terzo procedimento penale - una lottizzazione abusiva.  Truffa. Racioppi e Serafini il 25 gennaio devono inoltre rispondere di truffa con abuso di poteri per uno scorporo (ritenuto indebito dal sostituto procuratore Stefano Pizza) di somme dovute in relazione al permesso 41: avrebbero tolto quelle già versate per la Dia 926 del 2005 decaduta per decorrenza dei termini di inizio lavori e che quindi il Comune avrebbe dovuto restituire alla titolare Silvana Rossi (71mila euro). Il Comune avrebbe subito un danno da 62mila euro.

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