Il Tirreno

Grosseto

Piano salute da 150 mila euro

<strong>GEOTERMIA.</strong> La centrale di Bagnore
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GEOTERMIA. La centrale di Bagnore

Geotermia, vi sono ancora nodi da sciogliere sia per la Regione toscana che per i Comitati ambientalisti

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GROSSETO. Geotermia, vi sono ancora nodi da sciogliere. Ve ne sono sia per la Regione toscana che per i Comitati ambientalisti (ReteAmbienteGrosseto, Comitato Ambiente Amiata di Abbadia, Coordinamento Comitati Amiata grossetana, Forum Ambientalista Grosseto). Ma si tratta di nodi diversi, che si allacciano intorno a due diversi punti di vista. Da un lato quello della Regione, che vuole passare dalla fase dei risultati dello studio Ars agli interventi sul campo; dall'altro quello degli ambientalisti, per i quali è fuori discussione che che lo stato di salute dell'Amiata geotermica («Negli uomini la mortalità generale osservata nell'intera area geotermica mostra un eccesso statisticamente significativo rispetto sia al riferimento locale sia al riferimento regionale», si legge nello studio Ars) ha forti elementi di criticità proprio ricollegabili alla geotermia. 

La Regione, che pure ammette le "criticità", è però propensa a ricondurle a stili di vita errati e non alla geotermia. Lo stesso Francesco Cipriani, direttore dell'Ars, che ha condotto lo studio epidemiologico, chiarisce che «le percentuali fanno apparire gigantesco ciò che in numeri assoluti è piccolo. Per esempio l'eccesso del 566% di decessi per tubercolosi tra i maschi nel 2000-2006 è traducibile in 8 casi in sette anni. Numeri modesti. Ma ciò non toglie che l'eccesso esista», dice il direttore dell'Ars. Un eccesso, specifica, che «non è in queste aree inatteso. Va di pari passo con l'eccesso rilevato di pneumoconiosi, dovuta a esposizione cronica a polveri, e qui attribuibile, con ogni probabilità, al lavoro in miniera». 

È in questo contesto, dunque, che la Regione ha deciso di approfondire gli studi epidemiologici e al tempo stesso rinforzare gli interventi di prevenzione, che sono, appunto, gli obiettivi della seconda fase del "Progetto geotermia". Il piano sarà finanziato dalla Regione con 150mila euro, in coordinamento stretto tra assessorati regionali all'ambiente e alla sanità e le Aziende sanitarie. Le Asl di Siena, Grosseto e Pisa si attiveranno da subito per elaborare specifici piani di salute per approfondire alcuni elementi di criticità che, pur nel quadro epidemiologico generale giudicato «rassicurante», sono emersi dalla ricerca condotta da Ars e a supporto saranno chiamati specialisti e medici di Medicina generale.

Incrementata anche l'attività degli ambulatori endoscopici e di prevenzione dei tumori, in particolare dello stomaco e del colon-retto, potenziate le attività di diagnosi precoce e di adesione della popolazione allo screening. Sotto esame malattie respiratorie acute e croniche e problemi urinari anche ricostruendo storie cliniche e di stili di vita del passato. «Interventi fattibili e di dimostrata efficacia», spiega l'assessore regionale Daniela Scaramuccia  Ma ai Comitati non basta. «L' assessore regionale Bramerini - dicono - continua a ritenere che la geotermia non c'entra nulla con l'eccesso di tumori registrato nei comuni geotermici dell'Amiata; ritiene che i suoi concittadini abbiano una vita sregolata, che tutto dipenda dagli stili di vita degli amiatini, i quali sarebbero, a suo dire, troppo dediti al bere, ai vizi del tabacco e della gola.

Ma non è vero, poiché lo studio dell'Ars, ha confrontato i dati di mortalità tra i residenti di comuni che, per l'appunto, hanno gli stessi stili di vita degli amiatini, vivendo in ambito locale, ma relativamente più lontano dalle fonti geotermiche». Questo in buona sintesi il pensiero dei Comitati, che non si smuove di un millimetro dalle posizioni affermate in sede di ufficializzazione dei risultati di indagine dell'Ars. F.B.

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