Il dolore
Il Belagaio richia di essere venduto
◗
CASTELLO. Lo splendido complesso del Belagaio Allarme a Torniella: lo Stato potrebbe inserirlo nella lista delle alienazioni Adesso ospita l'allevamento dei cavalli per tutte le Forze Armate
2 MINUTI DI LETTURA
ROCCASTRADA. Basterà al castello e alla tenuta del Belagaio essere sede del centro di allevamento e popolamento animale? Basterà questo a scongiurarne la vendita da parte dello stato? Sono le domande che si pongono in tanti, tra gli abitanti di Torniella e Roccastrada. Da qualche giorno, infatti, serpeggia il timore che questo patrimonio possa finire nel listino delle alienazioni in fase di studio da parte del Governo e della Patrimonio dello Stato spa. Una settimana fa la pro loco di Tornella ha organizzato proprio qui, al Belagaio, una festa popolare per far conoscere il territorio e permettere una degustazione dei prodotti tipici locali. Nell'occasione gli ospiti hanno ammirato ciò che rimane della tenuta, da decenni inutilizzata fatto salvo l'allevamento di cavalli destinati all'approvvigionamento delle forze armate: esercito, polizia, carabinieri. E c'è stato chi ha ventilato la possibilità che la struttura (con i cento ettari che la circondano) possa essere venduta per ripianare il debito pubblico. Con il rischio che chi compra (cinese, russo o italiano) decida poi di chiudere tutto senza creare occupazione. Nel complesso l'area del Belagaio comprende circa 5.000 mq di immobili, di cui 2.000 di proprietà della Regione Toscana e 3.000 dello Stato. La parte regionale attualmente viene fruita da cooperative sociali mentre Roma - attraverso il Corpo Forestale dello Stato - finanzia un allevamento equino. Il grosso del complesso immobiliare è inutilizzato, seppure in buone condizioni. Da sempre, dopo la cessione del castello alle istituzioni pubbliche da parte degli eredi Grottanelli, la popolazione chiede investimenti e occupazione. Cosa che è accaduta solo marginalmente. Eppure chi vive a Roccastrada e a Torniella è molto legato al castello e l'ha dimostrato in questi 40 anni di statalizzazione occupandolo con iniziative, mostre, spettacoli artistici, spesso forzando le resistenze di chi era preposto alla custodia e alla gestione del Belagaio, magari con la recondita speranza che il castello fosse dimenticato per disfarsene meglio e prima. Adesso la prospettiva di una gara pubblica di cessione è concreta e preoccupa. «Da qui - scrivono alcuni roccastradini - la speculazione finanziaria di qualche magnate che non sa dove investire il proprio denaro non passerà. Vogliamo dirlo prima ancora che a qualcuno venga in mente di cartolarizzare il Belagaio».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
