Attenzione
I treni irrompono in consiglio
Corse a rischio, ieri l'opposizione ha presentato due mozioni
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GROSSETO. La ventilata soppressione dei treni irrompe in politica tra i banchi dell'opposizione comunale. Mario Lolini (capogruppo del Pdl) e Giacomo Gori (Movimento Cinque Stelle) hanno presentato ieri, più o meno in contemporanea, due documenti per chiedere risposte al sindaco. «Considerato che Trenitalia potrebbe trasformare alcuni treni ora chiamati Eurostar City in treni Eurostar Fast - attacca Lolini - e che esistono già Eurostar Fast e non fermano nella stazione della nostra città; considerato anche che non riteniamo sufficiente l'impegno preso dalla Regione a nome di Trenitalia e che il problema riguarda sia i pendolari ma anche l'economia del territorio», il documento chiede al consiglio di impegnare sindaco e giunta per avere «garanzie precise da Trenitalia affinché non ci siano limitazioni o soppressioni per tutti i tipi di collegamento ferroviario veloci in un programma a lungo termine».
La mozione ricorda anche un "gap" non colmato che è quello per cui Grosseto, pur essendo capoluogo di Provincia, non rientra nel servizio "Memorario" offerto da Trenitalia, che prevede orari cadenzati per semplificare gli spostamenti dei viaggiatori (principalmente per i viaggiatori abituali): «nella nostra Regione risulta esclusa da questo tipo di servizio solo la linea Tirrenica Sud, con Grosseto e Livorno». Gori, dal canto suo, ha raddoppiato il carico producendo sia una mozione che una interrogazione. In quest'ultima scrive di percepire «un'imbarazzante e pericolosa latitanza del Comune di Grosseto, ma anche di Provincia e Regione, sulle politiche dei trasporti ferroviari che interessano il nostro territorio e i concittadini». L'assunto di Gori è che «per arrivare fin qui ci debba essere qualche responsabilità pubblica da chiarire».
Dunque, domanda il consigliere, «come mai il sindaco, con il proprio assessorato ai trasporti, non è intervenuto tempestivamente nel dare l'informazione ai cittadini su quanto pianificato da Trenitalia, impegnandosi da subito a metter in atto quanto necessario per evitare il taglio dei treni veloci così come denunciato dai pendolari? Di che livello sono i rapporti di collaborazione tra l'assessorato del Comune di Grosseto e gli assessorati ai trasporti di Provincia e Regione? Se esistono, come sono gestiti? Con quali strumenti? Che tipo di consulenze, nell'ambito dei trasporti ferroviari, sono state affidate da Comune e Provincia di Grosseto a personale esterno? Perché non si sono attivate in questa fase allarmando tempestivamente le autorità locali?
Quale è il loro contributo nelle politiche dei trasporti ferroviari? Quale è la spesa sostenuta dagli enti locali per questa tipologia di consulenze? In un'ottica di razionalizzazione delle risorse non sarebbe più opportuno siglare un accordo di collaborazione (a costo zero) per la difesa del trasporto ferroviario a Grosseto tra enti locali e comitato pendolari Grosseto, composto da cittadini che vivono tutti i giorni la realtà ferroviaria? Quali azioni sono state intraprese in questi anni nei confronti di Provincia, Regione e Trenitalia per contrastare il piano di smantellamento della stazione di Grosseto in atto da qualche anno? Cosa intende fare la giunta comunale nelle prossime settimane per contrastare il piano di Trenitalia, responsabile del probabile isolamento di Grosseto dal resto del paese?».
La mozione ricorda anche un "gap" non colmato che è quello per cui Grosseto, pur essendo capoluogo di Provincia, non rientra nel servizio "Memorario" offerto da Trenitalia, che prevede orari cadenzati per semplificare gli spostamenti dei viaggiatori (principalmente per i viaggiatori abituali): «nella nostra Regione risulta esclusa da questo tipo di servizio solo la linea Tirrenica Sud, con Grosseto e Livorno». Gori, dal canto suo, ha raddoppiato il carico producendo sia una mozione che una interrogazione. In quest'ultima scrive di percepire «un'imbarazzante e pericolosa latitanza del Comune di Grosseto, ma anche di Provincia e Regione, sulle politiche dei trasporti ferroviari che interessano il nostro territorio e i concittadini». L'assunto di Gori è che «per arrivare fin qui ci debba essere qualche responsabilità pubblica da chiarire».
Dunque, domanda il consigliere, «come mai il sindaco, con il proprio assessorato ai trasporti, non è intervenuto tempestivamente nel dare l'informazione ai cittadini su quanto pianificato da Trenitalia, impegnandosi da subito a metter in atto quanto necessario per evitare il taglio dei treni veloci così come denunciato dai pendolari? Di che livello sono i rapporti di collaborazione tra l'assessorato del Comune di Grosseto e gli assessorati ai trasporti di Provincia e Regione? Se esistono, come sono gestiti? Con quali strumenti? Che tipo di consulenze, nell'ambito dei trasporti ferroviari, sono state affidate da Comune e Provincia di Grosseto a personale esterno? Perché non si sono attivate in questa fase allarmando tempestivamente le autorità locali?
Quale è il loro contributo nelle politiche dei trasporti ferroviari? Quale è la spesa sostenuta dagli enti locali per questa tipologia di consulenze? In un'ottica di razionalizzazione delle risorse non sarebbe più opportuno siglare un accordo di collaborazione (a costo zero) per la difesa del trasporto ferroviario a Grosseto tra enti locali e comitato pendolari Grosseto, composto da cittadini che vivono tutti i giorni la realtà ferroviaria? Quali azioni sono state intraprese in questi anni nei confronti di Provincia, Regione e Trenitalia per contrastare il piano di smantellamento della stazione di Grosseto in atto da qualche anno? Cosa intende fare la giunta comunale nelle prossime settimane per contrastare il piano di Trenitalia, responsabile del probabile isolamento di Grosseto dal resto del paese?».
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