Italia
Sugli abbattimenti
Cinghiali è polemica Cpn-Marras
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GROSSETO. Il direttivo del Cpn, il partito Caccia Pesca Natura, interviene nel botta e risposta tra l'assessore regionale Salvadori e il presidente della Provincia Marras a proposito della proliferazione dei cinghiali. Salvadori, lo ricordiamo, aveva sollecitato Province e Atc a darsi una mossa nell'abbassare la densità degli ungulati. Marras aveva rispedito l'invito al mittente ricordando che la legislazione vigente prevede l'obbligatorietà dei pareri dell'Ispra per effettuare piani straordinari di contenimento, cosa che ostacola la rapidità degli interventi, limitando fortemente il ricorso agli abbattimenti. Secondo il Cpn Marras si sbaglia perché il protocollo con l'Ispra (organo scientifico e tecnico di consulenza per lo Stato, le Regioni e le Province) è inefficace. «L'Articolo 19 della Legge nazionale sulla caccia 157/92 - scrivono i cacciatori aderenti al Cpn - al comma 2, dice che il parere dell'Ispra è richiesto sull'utilizzo dei metodi ecologici ma solo "qualora l'Istituto verifichi l'inefficacia dei predetti metodi, le regioni possono autorizzare piani di abbattimento...". Quindi sulle modalità di esecuzione degli abbattimenti non c'è alcun bisogno di chiedere parere all'Ispra, perché basta applicare la legge esistente, potendo così avere un iter più snello a vantaggio soprattutto degli agricoltori». Secondo il Cpn, inoltre, che il parere dell'Ispra non sia né vincolante né necessario, è stato confermato con una recente ordinanza del Tar del Lazio, la quale precisa che l'Ispra non può sostituirsi alle amministrazioni nel compimento delle scelte in materia di caccia, ma quello di supportarla sotto il profilo squisitamente tecnico. Polemizzando con Marras il Cpn fa anche presente «che se attualmente ai contenimenti sono abilitati tutti i cacciatori iscritti alle squadre del cinghiale lo si deve alla nuova legge regionale e non certo ad una delibera provinciale». E anche sul fronte piccioni c'è una contestazione: «Marras fa proclami per ingraziarsi agricoltori e cacciatori e non dice, per esempio, che il controllo della popolazione di piccioni (che provoca danni alle colture agricole nel territorio del capoluogo), proprio in virtù di un protocollo stipulato tra Provincia e Ispra, è fermo dal primo di novembre al primo d'aprile, periodo durante il quale i piccioni vanno allontanati gridando: sciò, sciò, via». Secondo l'ufficio caccia della Provincia di Grosseto, però, le cose non stanno così. «Bisogna fare riferimento alla normativa regionale, la L.3/94 (modificata nel 2010), che all'articolo 37, comma 2 bis, indica la procedura per i controlli sulla fauna selvatica, secondo la quale non si può prescindere dalle indicazioni dell'Ispra. Peraltro tutte le Province seguono questo iter». (gb)
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