Il Tirreno

Grosseto

Piazze d'Europa, torna la guerra

Maurizio Bernardini
<strong>COIN</strong> Il direttore Orazio Olivo
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COIN Il direttore Orazio Olivo

Olivo (Coin): «Incassi dimezzati e solo clienti locali. Ascom ci ripensi»

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GROSSETO. Piazze d'Europa è tornata "a casa" e si è trascinata dietro il malcontento di alcuni commercianti ai quali, lo scorso week end, non è passata inosservata la presenza della manifestazione che ha portato a Grosseto 160 bancarelle da tutta Europa. E non per meriti.  «Mi permetto di ringraziare il sindaco di Grosseto per aver permesso la realizzazione di Piazze d'Europa», spiega il direttore della Coin di corso Carducci, Orazio Olivo. «Una ventata di novità in una città di provincia che non riesce a far decollare altrimenti un interesse turistico. L'affluenza è stata notevole e i grossetani hanno dimostrato di apprezzare».  Un elogio, pare, ma scorrendo le righe il discorso cambia e affiora una sonora critica. «Sarei stato più contento - aggiunge infatti Olivo - se si fosse organizzata una manifestazione in grado d'attrarre interesse e presenze anche da fuori provincia avvicinando nuovi clienti occasionali». Poi la bordata: «Non mi sento di ringraziare Ascom, associazione di cui faccio parte da molti anni. Se l'intento era quello di favorire i negozianti del centro storico è fallito. Gli incassi, rispetto agli altri sabati e domeniche, si sono dimezzati. Chi ha organizzato Piazze d'Europa conosceva questi dati, visto che la stessa cosa è accaduta nelle scorse edizioni, ma ha scelto comunque di farla». Prego dunque la direzione Confcommercio - conclude Olivo - di lasciare ad altri queste idee come minimo poco ponderate».  Una posizione netta, ma non isolata. Dello stesso avviso sono, infatti, molti colleghi commercianti, associati Ascom e non. Sara Gherardini, titolare della boutique Swarovski, conferma pienamente il calo degli incassi di un «buon 50 per cento», spiega aggiungendo che, semmai, sarebbe stato utile organizzare l'evento «costruendo un percorso più coerente per far passare la gente davanti ai negozi ed alle vetrine».  Identica l'opinione di Marco Alpi, proprietario dell'Hungry Years e associato Confcommercio da oltre trent'anni. «Sono stato a Gustatus a Orbetello - spiega - e c'era una bella differenza. Il centro storico qui era vuoto per la mancanza di un percorso adatto. Anche noi abbiamo incassato molto poco, sicuramente meno della metà. Mi domando poi se siano state controllate a dovere la somministrazione di bevande ai minorenni e le norme igienico sanitarie. Certo è che come commercianti non ci abbiamo guadagnato. Perciò non capiamo le scelte della direzione Ascom».  L'attenzione sui controlli dedicati alla somministrazione di bevande a minorenni e l'errata collocazione dell'evento ricorrono in molte testimonianze, come quella di Emanuela Barili del Caffè Carducci. «Di Piazze d'Europa contesto il luogo - spiega - non si chiudono i parcheggi per tutti quei giorni. Perché non vengono utilizzate le nostre mura come in occasione della festa del Pd? E poi, scusate, vi sembra normale che io debba mettere il mio bagno a disposizione di una marea di persone, non clienti, solo perché i wc chimici non sono presenti, o sono pochi? Inoltre, ultima considerazione: ma tutta questa sovrapposizione di eventi non poteva essere evitata?».  Molto simili le parole di Paolo Giannini del Blue Spirit che mette in evidenza la palese inadeguatezza dei servizi sanitari. Un calo degli incassi è stato accusato anche da Graziella Piunti del Paradiso della Carta. Per la titolare del negozio di piazza Dante «è vero che i guadagni sono stati bassi, ma certe iniziative sono importanti per ravvivare una realtà come Grosseto che dovrebbe prender spunto da cittadine che hanno saputo organizzarsi al meglio come Lucca, Perugia ed Arezzo».

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