Il Tirreno

Grosseto

Il presidente Marras spera in una ricomposizione tra le squadre

L'incontro tra i cinghialai

Gabriele Baldanzi
<b>CACCIATORI</b> in subbuglio nella zona sud della della provincia
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CACCIATORI in subbuglio nella zona sud della della provincia

Screzi e minacce: riunione fiume a Porto Ercole

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 PORTO SANTO STEFANO. La vicenda delle gomme tagliate a 5 vetture di cacciatori delle squadre Solengo di Porto Ercole e Laguna di Orbetello continua a tenere banco. Ieri se ne è parlato ovunque, tra i cinghialai (la notizia è stata ripresa anche dai portali nazionali della caccia) ma soprattutto in Provincia, ente delegato alla gestione dei territori e dell'attività venatoria.  E fino a notte fonda se ne è discusso a Porto S.Stefano, nel corso di un'accesa riunione tra le squadre che compongono il distretto 1 dell'Ambito 8, quello a sud di Grosseto, che mette insieme 28 sodalizi di 9 diversi Comuni: Monte Argentario, Orbetello, Capalbio, Manciano, Pitigliano, Semproniano, Sorano, Castell'Azzara e Isola del Giglio. All'incontro di ieri sera il presidente di Ambito Luciano Biscontri ha preferito non esserci. «Io mi aspetto che il chiarimento avvenga tra i cacciatori del Promontorio - ha commentato nel pomeriggio - mi auguro non ci sia bisogno di un intervento dirimente delle istituzioni. Sarà verbalizzato tutto e domani (oggi) capiremo se ci sono margini per ricomporre i rapporti, che tra alcune persone si sono molto inaspriti. Dai capisquadra del Solengo e della Laguna non ho accettato la restituzione dei registri per le annotazioni di rito, perché non era giusto farlo. Ho preso impegno, però, che certi problemi verranno affrontati e risolti, possibilmente dal basso».  A presiedere l'incontro di giovedì sera è stato Roberto Scotto, coordinatore del distretto 1. Cosa si siano detti i responsabili delle formazioni che gravitano intorno al Monte Argentario lo sapremo oggi. Ciò che è accaduto preoccupa anche la Provincia. Sia il presidente Leonardo Marras (che ha la delega alla caccia), sia il vice Marco Sabatini (che vive nella zona in cui si è verificato il fattaccio) hanno raccolto informazioni. «Un anno fa, alla vigilia dell'apertura della caccia al cinghiale - spiega Marras - era stato trovato un accordo, che sembrava soddisfare tutti. Qui all'Argentario, peraltro, ci sono sempre stati problemi connessi all'assegnazione del poco territorio disponibile. Capisco, quindi, le tensioni seppure non mi sento di giustificarle. Al momento posso solo esprimere dispiacere e condanna per ciò che è accaduto. La caccia al cinghiale è convivialità, rispetto, senso di appartenenza, spirito di gruppo. Andare a caccia con la paura, senza la giusta serenità, è un non senso. L'impegno che ho preso con l'Atc 8 e i cacciatori dell'Argentario è quello che vigileremo ancora di più. Nel frattempo mi auguro che vengano individuati i colpevoli dei gesti vandalici di due giorni fa, perché non trovo giusto mettere in discussione la correttezza del movimento a causa dell'accanimento e della protervia di qualche soggetto».

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