Il Tirreno

Grosseto

PDL ALL’ATTACCO

Il Pd è la rovina di questa città Se venisse Matteo Renzi qui li rottamerebbe proprio tutti

Fabrizio Rossi   Consigliere comunale gruppo Pdl
<b>POLEMICO.</b> Fabrizio Rossi
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POLEMICO. Fabrizio Rossi

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 Sarebbe troppo chiedere a quest'amministrazione che cosa intende "rottamare", dopo essere stata a Firenze al Big Bang di Matteo Renzi? Senza dubbio, dopo aver "rottamato" i progetti bandiera che hanno mandato in cortocircuito il Pd, dopo le esternazioni del capogruppo in consiglio comunale Panfi e il documento politico approvato dall'unione comunale che intende smantellare alcune partecipate, sembrerebbe più opportuno chiedersi che cosa intendono fare il sindaco e la giunta per risollevare le sorti di Grosseto.  Accertato che, la giunta comunale da un lato e Pd dall'altro sembrano dividersi su tutto, appurato che le promesse elettorali, vedi centro di documentazione degli etruschi, Piuss, sede unica del Comune e Pilt non saranno mantenute, la situazione di generalizzato declino della città è sotto gli occhi di tutti, tranne che di coloro che preferiscono ispirarsi a migliori interlocutori fiorentini.  Questa gestione della cosa pubblica del centrosinistra dal 2006 a oggi ha portato la città ad un declino che sembra ormai inarrestabile.  Condivisibile il ragionamento del presidente della Camera di Commercio Gianni Lamioni, di "fare sistema" contro la crisi.  Ce n'eravamo resi conto da qualche tempo che Grosseto è tornata ad essere una realtà di serie B (e il calcio qui non c'entra nulla) e lo percepiamo girando per la città e per le frazioni.  Per stessa ammissione del sindaco Bonifazi, la nuova giunta comunale era stata rinnovata quasi totalmente, certificando il fallimento della precedente.  Neppure il tempo di insediarsi ed approvare il piano triennale delle opere che subito venivano ammainati i progetti bandiera. Allora non basta nascondersi dietro la crisi internazionale o il taglio dei trasferimenti statali per rimandare ad altri la responsabilità dell'attuale situazione.  Non si possono fare promesse elettorali e dopo pochi mesi candidamente dire agli elettori che le opere, tanto sbandierate, non saranno realizzate, perché i grossetani potrebbe sentirsi un po' presi in giro.  Alcuni esempi stanno sulla bocca di tutti: iniziati i lavori della pista ciclabile durante la campagna elettorale in via lago di Varano, allo stato attuale i cantieri sono fermi; il centro storico sempre avvolto nella sporcizia, si ritrova due palazzi abbandonati e ormai fatiscenti, come la biblioteca Chelliana e l'ex cinema Marraccini; l'università verrà progressivamente smantellata con buona pace dei giovani maremmani che torneranno ad emigrare e arricchire altre realtà, le infrastrutture e i trasporti ferroviari sono gli stessi da quasi trent'anni fa, salvo i lavori della Grosseto-Fano voluti dal governo nazionale del centro destra.  Le aree degradate e il declino economico della città, la quale attende dal 2006 il Regolamento Urbanistico che in qualche modo darebbe ossigeno alla piccola e media impresa, fanno da corollario ad un tessuto sociale sempre più fragile, dove episodi cruenti e di microcriminalità sono in aumento e nella quale i commercianti storici cedono attività a cittadini cinesi, come in via Oberdan e in via Aurelia nord.  Inoltre il sindaco non appena si avvicina il maltempo ci ricorda - giustamente - che le condizioni dell'Ombrone sono pessime tanto da rappresentare un pericolo, ma non ha ancora realizzato l'intervento di protezione delle abitazioni d'Istia Ponte, che aveva promesso di anticipare a quest'anno dopo le rimostranze in consiglio comunale dell'opposizione di centro destra anziché al 2012, come previsto nel triennale degli investimenti (intervento pari a 125mila euro).  Pertanto, se a Firenze Bonifazi e gl'altri cercano investiture di "rottamatori", il sindaco Renzi conoscendo la situazione locale e il cortocircuito che ha colpito il centro sinistra grossetano, chi rottamerebbe?  La giunta comunale o il Pd? Forse entrambi.

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