Sicurezza
La banca non ha votato. Ieri tutti i documenti in tribunale
Il concordato passa senza i voti del Monte
Enrico Pizzi
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IN TRIBUNALE. Il concordato di Royal Tuscany 3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. La proposta di concordato preventivo per Royal Tuscany Fashion Group ha ottenuto la maggioranza dei voti favorevoli in tutte e tre le classi dei creditori chirografari e ha raccolto, complessivamente, il 56,6%. Obiettivo raggiunto, dunque, a conti fatti. Il commissario liquidatore Enrico Domenichelli ha effettuato tutte le verifiche sui voti arrivati mercoledì e ha depositato, ieri mattina, nella cancelleria del tribunale, anche il voto di Unicredit, arrivato sulla sua scrivania nel tardo pomeriggio di mercoledì. Se il tribunale riterrà valido anche il voto di Unicredit, dunque, si potrà procedere all'omologazione del concordato da parte del giudice fallimentare e si potrà evitare il fallimento dell'azienda. La giornata di mercoledì era stata una giornata di sofferenza: alle 13, alla chiusura della cancelleria, la maggioranza era stata raggiunta in due sole classi di creditori chirografari, il cui credito complessivo, circa 7 milioni di euro, dovrà essere soddisfatto per il 20%. Nella classe delle banche - un credito chirografario di circa 6,5 milioni di euro di cui circa 2,7 solo del Monte dei Paschi di Siena- solo la Banca della Maremma, la Popolare di Novara e la Cassa di Risparmio di Pisa, Lucca e Livorno avevano accettato di riavere appena il 15% del proprio credito. A loro, poi, si era aggiunta Fidi Toscana, subentrata per la quota di 500mila euro pari alla fidejussione incassata dal Monte dei Paschi per questa parte del suo credito. Il Monte non avrebbe votato a favore, e mancavano il voto di Cassa di Risparmio di Firenze, che non è arrivato, e anche quello, fondamentale per il prosieguo del concordato, di Unicredit, che ha tenuto tutti con il fiato sospeso prima di decidersi a dire sì. Lunedì mattina Domenichelli depositerà la propria relazione in tribunale e il giudice dovrà decidere sull'omologazione entro 60 giorni dalla fine delle operazioni di voto dei creditori, il 2 novembre scorso, dunque una decisione dovrà arrivare non oltre il 2 gennaio. Nel frattempo si starebbe lavorando anche ad un miglioramento della proposta di concordato. C'è da tenere conto, infatti, che il Monte dei Paschi non solo non ha votato, per la parte chirografaria, a favore del concordato e ha incassato la fidejussione per quel credito, ma ha incassato anche un'altra fidejussione, rilasciata da Fidi Toscana, per 1,1 milioni di euro, su un credito privilegiato per 3,7 milioni di euro di mutuo contratto da Royal Tuscany per l'acquisto del capannone Mabro. Il Monte non ha aderito alla richiesta di rinunciare al privilegio: una rinuncia che avrebbe comportato il pagamento del credito al 40%, circa 1,5 milioni di euro in tutto. La conseguenza è che il concordato, per poter essere adempiuto, avrà bisogno di circa 2 milioni di euro in più rispetto ai 9,8 previsti dalla proposta, e sembra di capire che molto dipenderà anche dalla quantificazione delle richieste legate alle azioni di responsabilità che la società Royal Tuscany aveva a suo tempo deliberato, a maggioranza, nei confronti dei propri amministratori per i due anni di gestione della società in cui il debito complessivo è salito a quasi 25 milioni di euro.
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