Italia
Iniziato il corso alla Fondazione Il Sole per dare un lavoro ai ragazzi ospiti
Una coop per la pasta fresca
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SOLE. Frascino con i ragazzi della fondazione Frascino: «Sarà un'esperienza utile, ce la possiamo fare»
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GROSSETO. È iniziato martedì 11 ottobre il corso di formazione promosso dalla Fondazione Il Sole per arrivare alla costituzione della cooperativa sociale di tipo B che gestirà un'attività per la produzione e vendita di pasta fresca. Al corso, organizzato dall'agenzia formativa Cesvip Toscana Lazio, partecipano otto ragazze e ragazzi: Sophie, Sara, Chiara, Valentina, Michele, Simone, Antonio e Massimiliano. Le lezioni, che tra l'altro prevedono l'acquisizione dell'abilitazione Haccp, si svolgono presso la sede della Fondazione il martedì e il giovedì ed hanno l'obiettivo di far acquisire nozioni pratiche su costituzione, organizzazione e gestione di una cooperativa sociale di tipo B. «I ragazzi - spiega il presidente della Fondazione, Massimiliano Frascino - seguono il corso di formazione con assiduità e attenzione, e non vedono l'ora di mettersi alla prova. Si tratta di un'esperienza davvero entusiasmante, ed è la dimostrazione del fatto che creando percorsi e contesto giusti si raggiungono traguardi apparentemente impossibili». Concluso questo primo modulo di formazione di 44 ore, i futuri soci della cooperativa ne faranno un altro per imparare ad utilizzare le macchine per la produzione di pasta fresca, e per apprendere come si sta al pubblico per vendere un prodotto. «Nel frattempo - aggiunge Frascino - stiamo alacremente cercando dei locali adeguati ad ospitare un laboratorio artigianale e il punto vendita. Per la Fondazione si tratta di una scommessa importante per l'autonomia delle persone con disabilità, e un impegno economico considerevole perché dovremo investire risorse nostre sia per comprare i macchinati, che per attrezzare il negozio». «Come al solito - sdrammatizza Roberto Marcucci, responsabile dei servizi alla persona di Fondazione e Aggbph - siamo tutti preoccupati ma fiduciosi di potercela fare anche stavolta, aggiungendo un nuovo anello alla catena, dopo l'apertura della casa famiglia e l'organizzazione di una rete di servizi per la socializzazione e l'impiego del tempo libero. E ogni forma di aiuto è bene accetta».
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