Il Tirreno

Grosseto

A giudizio per contratti simulati

<b>TRIBUNALE</b> Il palazzo di giustizia
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TRIBUNALE Il palazzo di giustizia

Imprenditori accusati di infedeltà patrimoniale

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 GROSSETO. Due verbali di assemblea ritenuti falsi, redatti ai fini di causare un danno ai soci; e una cosiddetta "infedeltà patrimoniale" derivante da conflitto di interessi per una lunga serie di contratti.  Contratti preliminari di compravendita di alloggi e di contratti di scioglimento consensuale entrambi simulati. Sono le imputazioni di cui dovranno rispondere Fabio Tonelli, 60 anni, e Norma Mangolini, 34 anni, rispettivamente presidente e componente del consiglio di amministrazione della Edilgreen società cooperativa edilizia srl. Il giudice dell'udienza preliminare Valeria Montesarchio li ha rinviati a giudizio per l'udienza del 6 giugno davanti al collegio. Difesa Paolo Bastianini.  I fatti risalgono al 2007 e sono stati oggetto delle querele presentate nel dicembre 2008 da Alessandro Rispoli, Adriana Medei e Armando Pittiglio, tutti di Grosseto, costituisi parte civile con l'avvocato Ferdinando Paglia di Como.  Il primo verbale di assemblea ritenuto falso risale al 24 ottobre 2007: è quello nel quale viene dato atto che Tonelli e Mangolini sono stati riconfermati nelle cariche con l'unanimità dei voti dell'assemblea dei soci. Idem per quello del 29 aprile 2008. I due verbali erano poi stati pubblicati presso il Registro delle Imprese.  La presunta infedeltà patrimoniale è relativa a una lunga serie di contratti stipulati tra la Edilgreen e la Ediltel: un conflitto di interesse perché di entrambe Tonelli è presidente e Mangolini consigliere e perché, sempre secondo l'accusa, sarebbero stati concessi a Ediltel finanziamenti senza previsione di corresponsione di interessi; atti che avrebbero finito per causare intenzionalmente a Edilgreen un danno patrimoniale, tenuto anche conto che Ediltel non avrebbe restituito la somma capitale di 266.600 euro.  In sostanza, Tonelli (Edilgreen) avrebbe stipulato con Mangolini (Ediltel) contratti di compravendita di appartamenti: caparre per 200mila, 100mila, 156mila, 45mila e 95mila. Per ognuno sarebbe poi stata redatta una scrittura privata di scioglimento consensuale, che prevedeva la restituzione della somma in tre casi a compensazione di un debito di Edilgreen nei confronti di Ediltel (da cessione di credito), in altri secondo un calendario scadenzato. Secondo la Procura, che si è avvalsa della consulenza del ragionier Enrico Domenichelli, si sarebbe trattato di contratti simulati, sia nella fase di stipula sia nella fase di sciolgimento. (p.s.)

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