Sicurezza
In tanti con Renzi per scuotere il Pd
Guido Fiorini
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Giuseppe Chigiotti Simiani e Chigiotti dal comitato per Bonifazi al sindaco di Firenze
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GROSSETO. La deflagrazione del "big bang" della Leopolda sta scuotendo anche la Maremma. La tre giorni fiorentina, le cento proposte messe sul tavolo, il carisma e la ventata di novità di Matteo Renzi stanno contagiando molti esponenti del Partito Democratico. E non solo, visto che in Provincia anche esponenti di Centrodestra si stanno avvicinando al sindaco di Firenze. Lo zoccolo duro del Pd, sempre che ci sia, per ora ondeggia fra la tentazione di cavalcare l'onda, del resto il surf da queste parti è sport di moda, e la voglia di spezzare quel filo che lega le due anime. Anche se sono ancora tanti quelli che aspettano a uscire allo scoperto, certo è che fra i "rottamatori maremmani" già dichiarati ci sono nomi di spicco. Due su tutti, quello di Marco Simiani e di Giuseppe Chigiotti, i due che hanno curato da vicino, solo qualche mese fa, la campagna elettorale di Emilio Bonifazi. E non per nulla la sera della chiusura, in piazza Dante, fu proprio Matteo Renzi a tenere il comizio conclusivo, di fronte a centinaia di persone. «Sono pronto a fare una nuova campagna - ci dice l'architetto Chigiotti -. Sono un liberale di sinistra e sono stato io, insieme a Marco, a insistere perché fosse Renzi a chiudere la nostra fatica per far rieleggere Emilio. Sono convinto che porti idee fresche e nuove. Capiamoci, non serve un partito nuovo, può andare bene anche quello che c'è, ma servono facce nuove». E Marco Simiani era alla Leopolda, tutte e tre le giornate. E sostiene che il movimento non nasce in alternativa al Pd, ma solo per scuoterlo, per farlo ripartire: «La vera cosa che mi ha fatto piacere - scrive sul suo profilo Facebook - è che tutta questa energia sia un patrimonio del Pd: Firenze, Bologna e anche Napoli hanno detto tutto questo. Ora spetta a noi non rigettare niente: del resto il documento approvato dall'Unione comunale del Pd non è tanto diverso da quello che è stato detto alla Leopolda. E poi ci aspettiamo un contributo alla discussione: chi ha voglia di partecipare è il benvenuto, nessuno si senta escluso». A Firenze c'era anche Catiuscia Scoccati: «Guardo con grande attenzione a Matteo Renzi, è un ragazzo da... studiare. Sta facendo una cosa importante di cui il Partito Democratico deve tenere conto. Credo che sia uno spunto di riflessione, qualcosa da cui ripartire». Fra gli altri nomi che vengono indicati come simpatizzanti ecco il giovane Mauro Franci, ma anche Lucio Lapalorcia, Stefano Minucci, Andrea Terrosi. Diversa la posizione di Paola Caporossi. Lei non è stata folgorata sulla via di Damasco in queste ultime settimane, ma tiene i contatti con Renzi già da molto tempo: «Io mi sento sulle posizioni che Sergio Chiamparino e Gregorio Gitti, i due principali esponenti al nord del movimento, hanno illustrato qualche giorno fa con una lettera al Corriere della Sera. E i contatti con Renzi li tengo da tempo. Certo ci vorrebbe maggiore coerenza in città: vedo persone del Pd che ora vanno con Renzi, ma che niente fanno perché le sue idee e la sua impostazione della politica siano seguiti in città. Proprio qui ci vorrebbe una ventata di novità: io non vado più neppure alla direzione del partito, vedo sempre le stesse facce e gli stessi giochi».
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