Il Tirreno

Grosseto

L’indagine dei militari è cominciata lo scorso gennaio

Tante donne al vertice della banda Inseguimenti da film americano sulle strade delle colline metallifere

Al.Fae.
Tante donne al vertice della banda Inseguimenti da film americano sulle strade delle colline metallifere

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 MASSA MARITTIMA.  C'è anche una pennellata di rosa nella maxioperazione condotta dal Norm di Massa Marittima che ha portato all'arresto di nove persone. In questa vicenda ci sono personaggi femminili che hanno avuto un ruolo chiave nell'indagine, protagoniste di episodi da cinema americano.  Una di queste è Arianna, la 23enne follonichese già nota alle forze dell'ordine. Il 20 aprile era sulla sua auto insieme a Ramzi, uno dei tunisini al vertice del sistema, e una panetta di eroina da due etti e mezzo. Viaggiavano su per le stradine delle Colline Metallifere quando hanno incontrato un posto di blocco e una paletta rossa che li invitava ad accostare. Non c'ha pensato su, Arianna, e ha schiacciato il piede sull'acceleratore, forzando il posto di blocco e costringendo un carabiniere a gettarsi a terra per non essere investito. Lei ha continuato a correre sulla sua auto, finchè non è stata catturata a Roccastrada; ma Ramzi è riuscito a scendere e a scappare in una fitta boscaglia, mentre alle calcagna aveva i militari.  Correva, il tunisino, e intanto sgretolava la panetta per provare a disfarsene.  Un'impresa non riuscita, perchè i carabinieri sono riusciti a raccogliere (per la maggior parte) i pezzi d'eroina.  Lui però ce l'ha fatta ed è sparito. A quel punto sono scattati i fermi per Nassim e Bassen, tanta era la preoccupazione che con la fuga di Ramzi riuscissero a sparire anche loro. Sono andati anche a Pisa, i carabinieri, nei covi nella banda, trovando sempre controlli e precauzioni da parte dei nordafricani. Alla fine, e non senza pericolo, sono riusciti a prenderli, almeno due. Ramzi invece è tutt'ora latitante.  Anche Arianna è finita in manette, allo stesso modo di Tonia, la 23enne disoccupata di Pisa. Anche lei un personaggio particolare: era la compagnia di Bassen. A differenza degli altri italiani indagati lei era alla pari con i capi africani. Aveva le capacità e nulla che la mettesse, nei loro confronti, in una condizione di subalternità. Tonia parlava arabo. In tunisino, insomma, da quanto è emerso dalle intercettazioni telefoniche. Segno che il suo inserimento nella banda ha radici che arrivano da lontano.

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di Redazione web