Il dolore
Scoperto nel bosco il discount della droga
Alfredo Faetti
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SCAMBIO DI DROGA al bivio per Capanne ripreso dai carabinieri Nove arresti e 22 denunciati. Eroina di scarsa qualità venduta a 50 euro a dose
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MASSA MARITTIMA. «Il mercato degli stupefacenti non conosce crisi». Lo dice il comandante dei carabinieri di Massa Marittima, Umberto Centobuchi. C'è la chiusura di una maxioperazione a dargli ragione, che ha portato all'arresto di nove persone tra nordafricani e maremmani, nel «quadrilatero racchiuso tra Follonica, Scarlino, Gavorrano e Massa». Sono ventidue, poi, le persone denunciate. Parliamo di eroina. Neanche buona (o pura), ma di «medio-bassa qualità» che veniva venduta a 50 euro a dose. Abbastanza "tagliata" da portarla sul mercato maremmano e del sud livornese a un prezzo abbordabile. Quello smantellato dai militari era un sistema capace di smerciare fino a 80 grammi al giorno e messo in piedi da «gente astuta perchè adottava molte cautele», come si legge nell'ordinanza di arresto, firmata dal gip Marco Mezzaluna su richiesta del pm Alessandro Leopizzi. Al vertice c'era un gruppo di nordafricani, magrebini e tunisini, con sede operativa nel pisano. Subito sotto, c'era un gruppo di collaboratori della zona delle Colline Metallifere, spesso tossicodipendenti, che facevano rete con i nordafricani per poter aumentare il proprio rifornimento. Non parlavano mai di droga tra di loro: né durante le telefonate né durante gli incontri, come emerge dalle intercettazioni telefoniche e ambientali. Gli accordi con i clienti venivano presi dai collaboratori e l'incontro era sempre breve e ben nascosto. Usavano molte precauzioni, i nordafricani. Arrivavano da Pisa in treno, in modo da non essere "pizzicati" da un posto di blocco. Alla stazione, o di Campiglia Marittima o di Follonica, ad attenderli c'era sempre qualche collaboratore, che poi li accompagnava nel posto scelto per lo scambio. Lago dell'Accesa, Potassa, il parcheggio della Pam di Follonica, Montioni, Giuncarico: sempre posti isolati, con una sola via d'entrata, per lo più nascosti nella campagna o tra i boschi. I tossicodipendenti che facevano parte di questo giro, si erano ritagliati il ruolo del "palo", mentre i capi si nascondevano dietro agli alberi, aspettando che arrivasse il cliente. Se era la persona giusta, l'affare si faceva; altrimenti saltava tutto. Altre volte invece nascondevano l'eroina in un punto e dicevano al cliente, una volta intascati i soldi, dove andare a prenderla. Oppure lo scambio avveniva senza dover scendere dall'auto, direttamente dal finestrino lungo le strade più isolate. I nordafricani rimproveravano i collaboratori se facevano riferimenti precisi durante le telefonate. Il loro sistema era quello di organizzare incontri lampo e spesso di notte. Astuti, tanto da non rendere la vita facile ai carabinieri. Per questo c'è voluto tempo (l'indagine è partita a gennaio) e metodo da parte degli investigatori. Poi c'è stato l'effetto domino sui collaboratori. Il primo tassello a cadere è stato Antonio, 34enne di Scarlino, che a marzo è stato sorpreso con 5 grammi di "roba" addosso. Poco dopo è stato il turno di Arianna, 23 anni di Follonica, arrestata alla guida della prorpia auto quando era insieme a Ramzi, uno dei capi, poi fuggito. Gli elementi a disposizione dei militari, a questo punto, sono aumentati e la fuga di Ramzi ha fatto scattare i fermi (per puara che potessero sparire) per Nassim e Bassen, due tunisini, catturati nel pisano. Poi, a maggio, sono caduti nella rete degli inquirenti altri due collaboratori follonichesi: Irene (27 anni) e Filippo (32). Infine, il 25 ottobre tra Pisa e Follonica, il sistema è stato decapitato. In manette sono finiti anche Mirco (34 anni di Follonica), Tonia (23 di Pisa) e Paolo (23 di Scarlino), mentre Denys (19 di Follonica) è finito agli arresti domiciliari. A questi nove arresti, c'è da aggiungere ventidue denunce per spaccio e dentenzione di stupefacenti, oltre che, in alcuni casi, per favoreggiamento.
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