Dopo 35 anni "Vapore" chiude, addio bar dei Marinai
Caterina Guidoni
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CHIUDE. Vapore con la moglie nel bar Il circolo era nato nel 1976: adesso il Demanio destina lo stabile alla Capitaneria
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CASTIGLIONE. Dopo 35 anni chiude un pezzo di storia castiglionese: il "Bar dei Marinai". I proprietari Luciano "Vapore" Magazzini e sua moglie Rosetta ci raccontano un po' di storia del Circolo nato nel 1976 per offrire un punto ristoro per i pescatori castiglionesi, ma divenuto ben presto un luogo di incontro soprattutto tra autoctoni e turisti, tanto che, ci racconta Rosetta, in uno degli opuscoli pubblicitari di Castiglione distribuiti all'estero si scriveva «il bar dei marinai dove si parla in tedesco di cucito e di cucina ed in italiano di pesca e di reti». Tanti turisti specialmente stranieri amavano sedersi ai tavolini di Luciano per godere della brezza del mare e della simpatia dei proprietari in uno dei pochi posti del nostro paese in cui gli esercenti parlano tedesco. Ed in molti affollano in questi giorni il bar per salutare e per lasciare un loro ricordo ci dice Rosetta, mostrandoci due libri fotografici lasciati da alcuni amici olandesi e tedeschi, ed in tanti esprimono il loro disappunto per questa chiusura: «ma - ci dice sorridendo Rosetta - purtroppo è stata una cosa non dipendente dalla nostra volontà». «Negli anni '70 - racconta Luciano - io e mia moglie aprimmo il bar e pagammo la costruzione del circolo investendo ben 2 milioni di lire ai tempi in cui una Mercedes ne costava 600mila, ma il fondo è sempre rimasto proprietà del demanio in quanto casello idraulico (edificio costruito tra il 1700 ed il 1800, sotto la direzione di Leonardo Ximenes in concomitanza con la Casa Rossa, che svolgeva funzioni di casello di bonifica, regolando l'afflusso delle acque della fiumara ed che ospitava il magazzino di deposito del sale ndc) e quindi invendibile». Ed è stato proprio questo a portare alla chiusura del bar, infatti dopo che il Circolo dei Marinai è stato trasferito a Grosseto la struttura è stata ceduta alla Capitaneria di Porto, senza che Luciano e sua moglie venissero interpellati, ammette un po' delusa Rosetta, che ha deciso di utilizzare tutto lo stabile per costruire gli alloggi del personale. Forse si sarebbe potuto fare qualche scelta diversa e salvare questo angolo di storia Castiglionese, ma i proprietari non hanno voluto fare "confusione": «Non è nel nostro carattere - dicono - abbiamo sempre e solo pensato a lavorare». Certo è, che la prossima estate non si potrà più sfuggire al caldo sedendosi ai tavolini del bar di "Vapore" e che la passeggiata sulla Fiumara perderà l'unico posto dove potersi fermare a prendere un caffè o un aperitivo, un bar vecchio stile dove castiglionesi e turisti si sono incontrati per 35 anni.
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