La manifestazione
Tribunale. Ha avuto due mesi per lesioni
Colpisce con la stecca Condannato giocatore
P.S.
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FOLLONICA. Era inviperito, verosimilmente perché era stato appena espulso ed era stato "beccato" dai tifosi del Follonica. Così alzò la stecca e finì per colpire una persona sulle gradinate che con il tifo nulla aveva a che vedere: una volontaria della Croce Rossa presente per servizio. Juan Josè Soria, giocatore argentino di hockey di 28 anni, ora non più in Italia, è stato condannato per lesioni dal giudice Puliatti dopo quanto avvenuto nelle fasi finali di Follonica-Viareggio, partita di hockey su pista (gara2 della finale scudetto) disputata il 28 maggio 2008 alla pista Armeni di Follonica. Ha avuto 2 mesi (l'accusa ne aveva chiesti 3), pena sospesa e non menzione. Difesa Ragazzini. La volontaria, 43 anni, aveva sporto querela il giorno successivo, presentandosi ai carabinieri con il referto: 3 giorni per il trauma contusivo alla coscia destra. Quella partita finì 6-3 per il Follonica e il giocatore argentino fu squalificato per 2 turni «per aver inveito e scatenato il parapiglia generale»: protestò lamentandosi dell'arbitraggio, ritenuto non all'altezza di una finale scudetto. Quella sera, Soria venne espulso; aveva segnato la prima rete di quell'incontro. Secondo la querela, mentre era nel recinto dei giocatori appositamente destinato a chi viene allontanato dal campo, venne "pizzicato" dai tifosi del Follonica. Si sarebbe girato e avrebbe colpito con la stecca: quel colpo diretto verso l'adiacente settore delle gradinate era finito addosso alla volontaria della Croce Rossa: «Ero in servizio e avevo la divisa - ha detto in aula - non era possibile che mi avesse comunque confuso con qualcuno della tifoseria».
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