Il Tirreno

Grosseto

Sette aziende riunite

Una rete di frantoi in Maremma

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 GROSSETO. Nasce la rete dei frantoi della Provincia. Giovedì scorso è stato sottoscritto e formalizzato, con atto notarile, il primo contratto di rete della Provincia di Grosseto, con il quale si è costituita una rete di imprese tra piccoli frantoi oleari del nostro territorio. "Frantoi di Maremma", promossa da Confartigianato e Cna, ha come mission la valorizzazione, il marketing e la commercializzazione di un'eccellenza dell'agroalimentare maremmano: l'olio di oliva artigianale di qualità, un prodotto dalle eccezionali caratteristiche qualitative e nutrizionali, estratto esclusivamente dalle olive di provenienza del territorio circostante ai frantoi, seguendo scrupolosamente tempi di macinazione, metodi tradizionali di lavorazione e modalità di conservazione e stoccaggio tali da garantire altissimi standard qualitativi. In contrapposizione quindi alla concorrenza dei prodotti industriali, spesso realizzati con artifici chimici e con materie prime di varia provenienza, che frequentemente confondono il consumatore, indotto erroneamente a pensare di avere a che fare con il top di gamma.  "Frantoi di Maremma" è costituita attualmente da 7 frantoi della provincia di Grosseto iscritti a Confartigianato e Cna: Frantoio San Luigi di Sabatini Paolo (Caldana), Terre di Capalbio (Borgo Carige), Bianchi & Lusini snc (Montemerano), Rocchi Mario (Batignano), Frantoio Sovana di Merli Antonio & C. (Sovana); Rossi Giancarlo (Petricci), Trapassi Alberto (Pari) e dalla società Corso Roma, di Carpi (Modena), che si occupa di progetti di sviluppo locale, innovazione e reti di imprese.  «Si tratta di una sfida impegnativa - ha commentato Paolo Sabatini, neoeletto presidente di "Frantoi di Maremma" e presidente dei frantoiani di Confartigianato Imprese Grosseto - che affronteremo con grande impegno, entusiasmo e dedizione al fine di promuovere e far conoscere non solo i nostri prodotti d'eccellenza ma anche il bellissimo territorio in cui viviamo, la Maremma. Mi preme inoltre ricordare che la crescita della capacità commerciale dei frantoi si traduce anche in un sostegno agli olivicoltori, che non hanno attualmente un adeguato canale di sbocco per i loro prodotti, per cui le olive vengono spesso lasciate marcire sulle piante».

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