Finanza
Una mossa salva-concordato
Enrico Pizzi
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IN TRIBUNALE. Oggi la decisione sul pignoramento alla MabroOggi il giudice deciderà sul pignoramento
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GROSSETO. Mattinata campale, quella di oggi, per il futuro della Mabro. In tribunale si discute del sequestro conservativo chiesto da Royal Tuscany Fashion Group sui beni mobili e immobili di Abbigliamento Grosseto a garanzia di un debito di circa 700mila euro che la nuova proprietà di Mabro ha nei confronti della precedente, essenzialmente per una parte del magazzino e delle materie prime, prodotti e materiali che sarebbero già state venduti o utilizzati. Un credito su cui la liquidazione di Royal Tuscany conta per poter rendere più credibile la proposta da fare ai creditori che devono decidere se accettare o meno il concordato preventivo. L'ammontare complessivo del debito di Royal Tuscany è di circa 25 milioni di euro. L'ipotesi attuale di concordato preventivo è di pagarne circa 9, costituiti dai capannoni, dall'intero magazzino delle merci che sono attualmente in svendita, da un po' di soldi che ci metterebbero i soci di Royal Tuscany - Invitti e Dipietrantonio - a condizione che il concordato venga omologato, e dalla vendita di alcuni fondi in altre città. Allo stato, però - a quanto risulterebbe dalla relazione consegnata dal liquidatore Enrico Domenichelli il 19 settembre scorso, poco prima dell'udienza davanti al giudice fallimentare, il concordato avrebbe scarse possibilità di essere adempiuto. Ed è anche per questo che alla fine si è cercata la strada della liberatoria da far firmare ai dipendenti e alle dipendenti. Per Abbigliamento Grosseto, infatti, le possibilità, a questo punto, sono pagare il debito rimasto oppure arrivare con le lettere liberatorie firmate dalle dipendenti per sollevare Royal Tuscany dall'obbligo, in solido con Abbigliamento Grosseto, di pagare tutte le pendenze che ci sono con i lavoratori, caricandole esclusivamente sulla nuova proprietà. Una soluzione che renderebbe più credibile la proposta di concordato preventivo. Dall'assemblea che i lavoratori hanno fatto, con i sindacati, ieri mattina, la disponibilità dei dipendenti sembra essersi limitata, per lo più, alla liberatoria relativa ai circa 120mila euro di ferie non godute che Abbigliamento Grosseto ha già pagato, salvo una cinquantina di loro che avrebbero firmato anche la liberatoria relativa al tfr. Difficile dire se questo ennesimo sacrificio dei dipendenti basterà.
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