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PD NELLA BUFERA

Segreteria, fumata nera nuovo rinvio per le nomine

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 FOLLONICA. Ancora niente segreteria, il Pd barcolla. Nomi, voci, progetti e ancora nulla, del nuovo organi dirigenziale del partito di via Portogallo non se ne sa nulla. Prima si diceva che sarebbe stato chiamato Alberto Marenzi, poi Sabrina Gaglianone, entrambi membri della giunta saragosiana, per riavvicinare quella fronda che si è allontanata dopo l'arrivo del sindaco Eleonora Baldi. Poi il silenzio: una riunione programmata per martedì 27 settembre dove si sarebbero rivelati i nomi poi rinviata a data da definire e la segreteria ancora non c'è. Che cosa sta accadendo all'interno del partito? Alberto Marenzi racconta di aver inviato un messaggio al segretario Mirko Trebeschi proprio martedì pomeriggio per dire che non sarebbe stato disponibile nell'eventualità di una sua proposta ad entrare nel direttivo. Forse questa la causa dell'annullamento dell'assemblea? Non è dato sapere. Forse ci sono disaccordi tra partito e attuale giunta? Stessa risposta, nessuno dice nulla. Intanto Marenzi, uomo politico d'esperienza poco propenso a cadere in tranelli spiega la sua versione. "Nel pomeriggio del 27 settembre" spiega l'ex vice sindaco di Follonica "ho inviato al segretario stesso il seguente messaggio telefonico: 'Non disponibile per eventuali impegni di segreteria Pd'. Dopo che per alcuni giorni la stampa locale aveva a più riprese ipotizzato una mia partecipazione alla nuova segreteria senza che il sottoscritto ne sapesse nulla e avesse mai chiesto nulla al riguardo, a scanso di equivoci e nel più assoluto silenzio del partito, ho ragionevolmente ritenuto di dover dichiarare la mia totale indisponibilità". Per accettare la proposta Marenzi avrebbe fissato dei paletti: costruire un progetto politico, capire i motivi che hanno determinato il doloroso azzeramento della precedente segreteria, "le nuove linee politiche e le iniziative da intraprendere senza limitarsi ad uno sterile confronto con l'amministrazione comunale, nonché la definizione dei ruoli del partito, dell'amministrazione stessa e della coalizione, gli incontri bilaterali da organizzare, le risorse umane su cui contare ed altro" spiega ancora il politico "In assenza di un simile preambolo, che ritengo necessario perché il Pd, torni a recitare un ruolo degno del consenso ricevuto dagli elettori, non avrei infatti mai accettato alcun eventuale coinvolgimento, anche perché un metodo di lavoro basato non sul confronto diretto, bensì su presunte consultazioni a mezzo stampa sarebbe non solo singolare ma scorretto". (p.v.)

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