Il Tirreno

Grosseto

Morto il tredicenne soffocato dal cassonetto

Francesca Gori
Morto il tredicenne soffocato dal cassonetto

Le condizioni del ragazzino si erano ulteriormente aggravate e ieri sera, alle 20.15, era cominciato l'accertamento di morte cerebrale, poi dichiarato alle 2.15. Il tredicenne era rimasto soffocato mercoledì dopo essersi infilato nel cassonetto

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MANCIANO. Non lo vedranno più camminare per le strade del paese, alzare la mano per salutare la sua ex maestra delle materne o per chiedere dove fosse il suo compagno di giochi.

Stefano è morto ieri notte alle 3 dopo essere rimasto intrappolato mercoledì mattina in un cassonetto per la raccolta della carta. Un ragazzino di 13 anni che non c'è più, una famiglia distrutta dal dolore, una comunità che di domande, oggi, se ne pone più di una. Ieri mattina Manciano si è svegliata così.

Sulle sue strade lastricate non si sentiranno più i passi di Stefano Gennaio che in quel paese di collina viveva da quando era piccino, emigrato con la sua famiglia da Catania. Alle Scotte di Siena la morte cerebrale era stata diagnosticata giovedì sera.

Fino alle tre di notte i medici hanno aspettato, poi hanno staccato il respiratore. Stefano non ce l'ha fatta. Il babbo Francesco ieri mattina è andato alla Misericordia, per fare quello che nessun genitore vorrebbe fare in tutta la vita: organizzare il funerale al suo bambino.

La disperazione di quell'uomo emigrato con la moglie e cinque figli dal sud, senza un lavoro, è stata come una lama infuocata nel petto di chi ieri mattina era alla sede dell'associazione.

Nemmeno una riunione, sono bastati pochi sguardi e la decisione è stata presa: per il funerale, la famiglia non pagherà un euro. «Abbiamo deciso di donare alla famiglia la cassa bianca per Stefano e di accollarci le spese del funerale - dice il presidente della Misericordia Marcello Santarelli - questa è l'unica cosa che possiamo fare per far sentire la nostra vicinanza».

Santarelli gli occhi di Stefano li ha incrociati tantissime volte. «Mia moglie era la sua maestra alla materna - dice - e ogni giorno, quando passava davanti casa nostra, la chiamava per salutarla». Camminava per strada, parlava con chi incontrava, s'informava dei suoi amici.

È stato un incidente, una tragica fatalità. Il coperchio di un cassonetto che si chiude sul collo di un ragazzino che tra quella carta gettata via cercava solo dei fumetti con i quali giocare. Una fatalità nella quale però tutti vogliono vedere chiaro. Questa mattina alle Scotte di Siena si effettuerà l'autospia. Poi il corpo di Stefano sarà riportato a Manciano.

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