Sicurezza
La zona era stata danneggiata dal nubifragio di metà settembre. La soddisfazione di Franci
Montagne di fango, pesci e germani Operazione bonifica al Parco dei Cigni
Fiora Bonelli
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PRIMA. Il Parco dopo lalluvione di metà settembre 2 MINUTI DI LETTURA
CASTEL DEL PIANO. Al laghetto dei cigni di Casteldelpiano interviene il Consorzio di bonifica grossetana e bonifica le vasche, salvando i pesci che la vasca ospita. Dopo l'alluvione di fango e di acqua che ha inondato di sporcizia la zona di via Pozzo Stella, durante la recente tempesta durata una nottata, il laghetto negli ultimi due giorni è stato dragato e pulito. L'habitat naturale dei germani, dunque, e dei tanti pesci (anche di notevole dimensione) che lo popolano è di nuovo ossigenato e sicuro. L'amministrazione comunale di Casteldelpiano per portare a termine l'opera, ha avuto bisogno dell'intervento del Consorzio di bonifica grossetana. «Ho dovuto chiedere aiuto al Consorzio - spiega il Sindaco Claudio Franci - perché c'era bisogno di macchinari di dimensioni particolari che noi non possediamo e neppure altri comuni, qui in Amiata. Il lavoro è stato portato a termine e ha salvato i pesci che abitano il nostro laghetto, oltre, naturalmente, permettere ai germani che lì hanno la loro dimora, di tornare a godere di un'acqua adeguata, senza copertura fangosa. Gli operai del Consorzio hanno avuto anche la collaborazione degli operai comunali che hanno avuto cura di spostare e mettere in salvo i pesci man mano che il lago veniva dragato». In effetti il lavoro non è stato piccolo: la pala della draga ha tirato su dalla superficie del lago montagne di fango, pezzi di legno, sassi. Insomma, tutto quello che riversò a valle la "bomba d'acqua" che si abbattè su Casteldelpiano lo scorso 18 settembre, convogliata nel Parco dei Cigni dallo straripamento del Fosso degli Ebrei che scende verso l'antica zona del Fontanino. Ci fu allora, un vero e propria alluvione sia di acqua, sia di detriti. La furia della tempesta trasformò il parco in una sorta di acquitrino: il prato fu inondato di fango, il ponticello strappato via dal suo posto, e, soprattutto, le vasche inondate di melma e di detriti. Una specie di cataclisma che lasciò sbigottiti i residenti che assistettero dalle loro case alla furia dell'evento. Fin da subito, per sistemare il prato sono stati impegnati gli operai comunali, ma per le vasche era necessario un intervento con macchinari di notevoli dimensioni. E così è stato. Il sindaco Claudio Franci ci tiene, in particolare, ad assicurare sulla buona salute dei pesci: «Appena abbiamo visto che la draga poteva disturbarli - spiega - abbiano curato di spostarli nella zona del lago più pulita e abbiamo continuato così fino alla conclusione dei alvori. Ora per lo meno da quetso punto di vista tutto è a posto. Il lavoro enorme che è stato necessario è testimoniato dai cumuli di fango che sono stati raccolti».
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