Toscana
Due commercianti raggirati. Inquirenti sulle tracce del complice. «Controllate il numero di serie»
Migliaia di euro falsi nascosti in casa
Federico Lazzotti
◗
OCCHIO AL NUMERO DI SERIE Le banconote false sequestrate dalla polizia avevano lo stesso numero sul dorso. Arrestato dopo aver cercato di pagare un caffè con 50 euro fasulli
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Dietro al pagamento di un caffè al bar potrebbe celarsi un'organizzazione criminale capace di immettere sul mercato, usando inconsapevoli negozianti, migliaia di euro di banconote false attraverso batterie di giovani, per lo più stranieri. Gli agenti della squadra volanti della Questura di Grosseto ne hanno trovate settantuno, pari a 3550 euro, con lo stesso numero di serie a casa di un trentenne macedone arrestato martedì all'incrocio tra via Aurelia nord, via Trento e via Roma con quattro pezzi simili in tasca. Pochi minuti prima la titolare di un bar nei pressi della stazione aveva chiamato il 113. «Un cliente ha cercato di pagare con soldi falsi - ha detto - Quando li ho passati sotto la macchinetta ha segnalato l'anomalia, lui se n'è accorto ed è scappato, per di più senza pagare il conto». Dagli accertamenti effettuati dalla questura, il giorno precedente era accaduto un caso analogo all'erboristeria di via Oberdan. Ma in questo caso, dopo aver cercato di pagare con la banconota falsa, l'uomo era riuscito a scappare e la titolare aveva presentato denuncia. Sono serviti due giorni di indagini per risalire alla dinomora del falsario arrestato. «Dai documenti che aveva con sé risultava residente a Parma - spiega il capo della squadra volanti Armando Buccini -. Troppo lontano per essere arrivato in città dall'Emilia. Così, essendo di origine macedone, abbiamo allargato le ricerche alla zona tra Siena e Grosseto dove questa comunità è molto numerosa». Grazie alla collaborazione delle stazione dei carabinieri, è venuto fuori che Sejdin Skenderi, 30 anni, era stato controllato pochi giorni prima da una pattuglia della stazione di Monticiano. Ci è voluto poco a risalire al domicilio del trentenne. Quando i poliziotti sono entrati nel suo appartamento, nascosta in mezzo alla biancheria intima, hanno trovato una busta dentro alla quale erano nasconte settantuno banconote da cinquanta euro. In un'altra stanza gli agenti hanno trovato anche un passaparto di nazionalità romena molto probabilmente del coinquilino. «Pensavamo che si potesse trattare della persona che si era presentata all'erboristeria di via Oberdan domenica». Ma quando gli agenti hanno mostrato la foto alla titolare del negozio, la donna non ha riconosciuto il cliente truffaldino. «Non è escluso - prosegue Buccini - che altri commercianti siano stati raggirati senza saperlo, anche perché la le banconote sono di buona fattura. L'unica cosa che possiamo dire loro è di controllare il numero di serie. Quelle false hanno il seguente numero: S20175422632». Ieri mattina Sejdin Skederi è comparso davanti al giudice Marco Mezzaluna che ha convalidato l'arresto e deciso per la custodia cautelare in carcere». Intanto gli agenti stanno lavorando su un foglio trovato a casa dell'arrestato con numeri e codici, forse un collegamento con l'organizzazione criminale che gestisce la il mercato delle banconote false.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
