Sicurezza
Rischia di morire cercando i fumetti
Federico Lazzotti
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LINCIDENTE. Il cassonetto di via Unione Sovietica a Manciano Entra in un cassonetto, il coperchio gli si chiude sul collo: è in rianimazione
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MANCIANO. A tredici anni il tesoro da cercare sotto casa erano i fumetti usati che altri suoi coetanei avevano buttato in un cassonetto per la raccolta della carta, ma al momento di uscire dai rifiuti il contenitore si è trasformato in una trappola mortale: una ghigliottina che ha rischiato di ucciderlo. «Quando mi sono affacciata aveva la testa incastrata tra il coperchio e il bordo del cassonetto - ha raccontato la madre - ho iniziato ad urlare e con l'aiuto di alcuni passanti l'abbiamo liberato». Quando in via Unione Sovietica, nel centro di Manciano, sono arrivati i soccorritori, l'adolescente era «privo di sensi: freddo, cianotico, in piena asfissia e sul collo aveva i segni evidenti dello strangolamento». Sono serviti venti minuti a due infermieri per rianimare il tredicenne prima dell'arrivo del medico e il trasferimento d'urgenza a Siena in elicottero. Ora l'adolescente è ricoverato al Policlino Le Scotte in prognosi riservata. «È stato sottoposto a una Tac - spiegano i medici - le condizioni rispetto al trauma subito, sono discrete: reagisce agli stimoli dal collo in giù, ma quello che preoccupa sono i possibili danni cerebrali dovuti ai minuti in cui il cervello non è stato ossigenato». Quattro i dubbi che dovrà chiarire l'indagine aperta dai carabinieri che hanno già sequestrato il cassonetto-trappola: perché il bambino non fosse a scuola, l'assenza del medico nell'equipé che per prima è arrivata sul luogo dell'incidente, possibili difetti nel meccanismo di apertura e chiusura del cassonetto ed eventuali responsabilità della madre che lo ha lasciato da solo. Dal racconto della mamma del bambino, che ha altri quattro figli, non è chiaro se l'adolescente, ieri mattina, non fosse a scuola per i postumi di un'influenza o se invece «la maestra di sostegno non fosse disponibile». In ogni caso il tredicenne dopo essere rimasto a casa, poco prima delle 9, sarebbe sceso in strada e «come faceva spesso», sarebbe entrato nel cassonetto, probabilmente già aperto, con l'intenzione di cercare alcuni giornaletti per bambini. Secondo quanto hanno potuto capire gli inquirenti, dopo aver perlustrato tra i rifiuti, il ragazzino avrebbe tentato di uscire spingendo verso l'alto il coperchio che nel frattempo si era richiuso. «Deve essere scivolato durante questa operazione - spiegano i soccorritori - così il cassonetto si è trasformato in una ghigliottina: la testa fuori, incastrata tra il coperchio e il contenitore e il corpo dentro». Difficile sapere con esattezza per quanti minuti il tredicenne sia rimasto intrappolato in quella posizione. La chiamata alla centrale del 118 è delle 8.55, sei minuti più tardi l'arrivo dei soccorritori. «Era come morto - racconta chi ha assistito alla scena - per 20 minuti gli infermieri lo hanno rianimato con il massaggio cardiaco. A loro si è aggiunta anche una passante che lavora in ospedale». Poi il cuore del tredicenne è tornato a battere.
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