Il Tirreno

Grosseto

Manciano. I quattro consiglieri contro il sindaco Mecarozzi: «È stato lui a cacciarci»

«Non siamo dissidenti ma epurati»

Paolo Mastracca
<b>SINDACO.</b> Mecarozzi
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SINDACO. Mecarozzi

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 MANCIANO. Con sarcasmo erano stati definiti dissidenti. Ora sfoderano l'arma dell'ironia chiedendo d'essere chiamati epurati. Roberto Denei, Giulio Detti, Eleonora Amaddii e Serena Bulgarini, componenti del gruppo consiliare "Per il Nostro Comune", usando il termine epurati chiariscono che non sono stati loro a prendere le distanze dal sindaco Mario Mecarozzi, ma è stato il primo cittadino di Manciano a cacciarli. Punti di vista che però promettono di incidere in consiglio comunale dove i rapporti di forza sono ancora tutti da verificare. Anzi, se non ci saranno clamorosi ribaltoni o dietrofront, sarà difficile per la giunta guidata da Mario Mecarozzi mantenere la maggioranza. D'altronde i punti di vista son opinabili ma i numeri sono certi, e la presa di posizione di Denei, Detti, Amaddii e Bulgarini non sembra concedere sconti al sindaco: «Ciò che è avvenuto nelle ultime settimane - affermano - è cronaca. Fare un gruppo consiliare è un normale atto della vita democratica, un diritto di ogni consigliere sancito dal testo unico. Abbiamo dimostrato sia nelle dichiarazioni ufficiali che in consiglio comunale la nostra linea politica di appoggio all'amministrazione, rivendicando solamente una maggiore partecipazione e condivisione alle decisioni che fino a quel momento erano spesso prese da pochi. Il risultato è stato un gesto di inaudita ferocia tipico dei regimi totalitari, per cui, senza tenere conto della volontà degli elettori, siamo stati tutti epurati». Se l'intenzione di Mecarozzi era quella di sfidare gli epurati a sfiduciarlo in consiglio comunale, forse in questo contesto ha fatto un passo avanti, in quanto i componenti del gruppo non concedono sconti: «Non ci siamo prestati ai giochi tipici della vecchia politica di cui la composizione della nuova giunta è un classico esempio. Si barattano poltrone e assessorati solo per ottenere voti in consiglio comunale. Abbiamo l'onore di essere diversi e crediamo in una politica etica e trasparente, vicina alla gente e lontana dai giochi di palazzo». L'appuntamento è al prossimo consiglio che si annuncia vivace.

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