Toscana
Il sollevamento del motopesca Orestina che vuole restare in fondo al mare
Renzo Wongher
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LA GRU. E il peschereccio 1 MINUTI DI LETTURA
PORTO SANTO STEFANO. "Orestina" sembra non voler lasciare il mare sul quale ha navigato per moltissimi anni. Orestina è il motopesca della flottiglia di Porto Santo Stefano, affondato nel porto circa due mesi fa. Il peschereccio, lungo 22 metri per 50 tonnellate, era da tempo in disarmo e doveva essere demolito a terra. Una brutta fine per una barca da pesca che nella sua lunga vita aveva catturato tonnellate e tonnellate di pesce: una bella mattina la gente del porto lo ha trovato affondato. L'acqua era penetrata attraverso i commenti del fasciame che si era improvvisamente allentato. Quasi un autoaffondamento. Ovvio che il natante non poteva rimanere sul fondale del porto e questa mattina due gigantesche gru sono arrivate da Livorno per recuperarlo. Gli uomini della Bettarini, coadiuvati dai sub Schiano e Baglioni, hanno iniziato presto l'operazione. Sono state passate robuste fasce sotto la carena e questo pomeriggio, le due gru hanno iniziato a sollevare la barca. Ma ad un certo punto Orestina ha detto ancora no. E' uscita dal mare fin quasi alla linea di galleggiamento e lì è rimasta in attesa di venire svuotata dall'acqua con le motopompe dei vigili del fuoco. Finito l'aggottamento le due gru proveranno nuovamente a strapparla dalle onde. Oggi è previsto l'arrivo da San Benedetto del Tronto, della ditta che deve demolirla.
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