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Il Pdl a Borghi: «Ora basta faccia un passo indietro»

Il Pdl a Borghi: «Ora basta faccia un passo indietro»

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GROSSETO. «Borghi faccia un passo indietro» dice il Pdl gavorranese, da intendere con qualcsa che va ben oltre le semplici dimissioni. Il centrodestra sostiene che Gavorrano abbia perso «la propria credibilità istituzionale» a partire dalle primarie del 2009, ossia da quando il sindaco ha fatto la sua comparsa come candidato alla guida del Comune. «Quando è nata la vicenda Borghi (2009) la nostra comunità ha perduto gran parte della credibilità istituzionale guadagnata in passato. Con amministrazioni di sinistra sì, ma che avevano comunque ben presente in ogni momento il primario senso delle istituzioni e non delle botteghe». Queste le parole del Pdl che partono da un dato: le primarie del centrosinistra del 2009, entrata in scena di Massimo Borghi come candidato. Da allora arrivando ai giorni nostri, tra consigli sciolti, commissariamento e ineleggibilità, la politica gavorranese ha subito non pochi scossoni, che l'hanno portata sulle cronache nazionali. In mezzo a questa storia il nome di Borghi è quello del protagonista. Ed è da qui che parte il ragionamenti dei pidiellini. «L'intero territorio comunale è bloccato, come programmi e progetti. Occorre ricordare qui - benché non appartenga alla nostra parte politica - come Gavorrano abbia sempre avuto nei tempi passati un rilevante grado di autorevolezza all'interno del contesto provinciale». Uno stallo dovuto alle vicende politiche gavorranesi, che dal 2009 hanno girato sempre intorno al nome del sindaco. Ultima in ordine di tempo è la sentenza del tribunale di Grosseto che ha giudicato Borghi come ineleggibile. E l'invito a «un passo indietro» arriva proprio dalle motivazioni della sentenza, che a dir del centrodestra «sentenziato la ineleggibilità del dipendente comunale Massimo Borghi alla carica di sindaco, non lasciano ombra di dubbio. Il Borghi non ha ottemperato a quanto previsto dalla legge elettorale in materia di candidatura e perciò non può fare il sindaco del Comune ove lavora come dipendente. Dura lex, sed lex».  Certo, il Pdl riconosce il «pieno diritto di percorrere tutti i gradi di giudizio garantiti dalla legge», ma allo stesso tempo rilancia l'invito. «Fatto salvo il giusto diritto del Borghi di difendere le sue residue ragioni in merito alla validità della sua candidatura fino al ricorso in Cassazione, non possiamo esimerci dal chiedergli un passo indietro, prendendo atto del primario interesse che ha la comunità gavorranese». (a.f.)

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