Il dolore
La protesta con lAsl di unanziana paziente follonichese
Fino a Grosseto per l'esame ma il macchinario è rotto
Paola Villani
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ESAME. Agli occhi 2 MINUTI DI LETTURA
FOLLONICA. La fanno andare all'ospedale di Grosseto per poi non farle l'esame in programma perché il macchinario non funziona. «Stavolta non voglio stare zitta, ma voglio che le persone sappiano come vanno all'Asl» così parla Marina Pieri, 77 anni residente a Follonica, infuriata con la direzione sanitaria grossetana per quello che le ritiene essere un disservizio. «Ad agosto - racconta la signora - avevo fissato un appuntamento per una fluorangiografia (esame che serve a studiare le condizioni della retina ndc) all'ospedale Misericordia di Grosseto: mi hanno chiamato pochi giorni prima per dirmi che il macchinario era momentaneamente guasto e quindi di richiamare ad inizio settembre. Così ho fatto» racconta la signora Pieri. Quindi ecco il nuovo appuntamento: «La nuova visita mi è stata data per il 27 settembre alle 8 di mattina: mio figlio ha preso anche un giorno di ferie e mi ha accompagnata. Quando siamo arrivati in sala di attesa c'erano altre persone, tutte convocate per la stessa ora. Passata una mezz'ora sono andata ad informarmi sul ritardo: ecco, la risposta che ho ricevuto è stata che l'apparecchio era ancora rotto e che quindi quella mattina non era possibile far nulla. Ma come? Non potevano chiamare per avvertire come avevano fatto ad agosto? Si fanno andare all'ospedale persone anziane come me per poi rimandarle a casa? Tra l'altro mio figlio ha perso una giornata di lavoro». La signora racconta di essere andata a protestare anche negli uffici dello stesso ospedale, ma chiaramente a poco è servito, senza il macchinario in funzione quell'analisi è impossibile da fare. In pratica a quanto pare si è guastata la parte che produce le fotografie della retina, così per lo meno ha capito la Pieri. «Ero digiuna e in piedi dall'alba: ero furiosa e anche mio figlio era molto arrabbiato. Ho deciso di raccontare questa storia, che non sarà l'unica, perché dobbiamo finirla di tacere su queste mancanze. Anzi ora scriverò anche al direttore dell'Asl, perché episodi del genere non devono accadere».
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