Il dolore
«Era come morto: freddo e cianotico»
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SOCCORRITORI. Sono riusciti a rianimare il ragazzino dopo venti minuti I soccorritori lo hanno rianimato per oltre venti minuti Non è il primo incidente simile in Toscana, l'ultimo a Prato
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MANCIANO. «Quando siamo arrivati il ragazzino era sdraiato a terra, intorno c'erano la madre e un paio di passanti che poco prima l'avevano aiutata a liberarlo da quella ghigliottina. Ma era come morto: freddo e cianotico, sul collo aveva un segno nero nel punto in cui era rimasto incastrato tra il coperchio e il cassonetto». È così che Luca Giorgi e Alessia Manini, i soccorritori della Misericordia che ieri mattina sono arrivati per primi in via Unione Sovietica, raccontano il dramma di Manciano. «Non so per quanto tempo siamo rimasti in mezzo alla strada a rianimarlo - vanno avanti - per almeno venti minuti abbiamo effettuato il massaggio cardiaco e la ventilazione. Per fortuna mentre eravamo là è passata anche una collega che lavora in ospedale e anche lei ci ha dato una grossa mano. Poi il cuore ha ricominciato a battere». Al campo sportivo di Manciano, intanto, era atterrato l'elisoccorso Pegaso. «Abbiamo verificato le funzioni vitali - vanno avanti - gli abbiamo dato dei pizzicotti per vedere le reazione e il corpo rispondeva». Ma il problema che si sono trovati ad affrontare i componenti dell'equipe medica ha riguardato principalmente i danni al rachide cervicale e quelli dovuti all'assenza di ossigeno. «Non sappiamo quanto il ragazzino sia rimasto senza ossigeno, la madre ci ha raccontato che era uscito di casa da qualche minuto e quando si è affacciata l'ha visto incastrato in quel cassonetto. Dovrebbe essere rimasto così al massimo per dieci minuti. Un tempo comunque lungo che potrebbe provocare danni». Il tredicenne fa parte di una famiglia numerosa di origini meridionali, trasferita a Manciano da tanti anni, che abita nelle case popolari a pochi passi dal luogo dell'incidente. Nella zona, sono in molti a a ricordare che tra i suoi passatempi preferiti c'era quello di cercare tra i contenitori della raccolta differenziata della carta, tanto che gli operatori ecologici gli avevano detto più volte di prestare attenzione dal momento che avrebbe potuto farsi male, come poi è successo ieri. Non è la prima volta che in Toscana accadono incidenti simili a quello avvenuto ieri mattina a Manciano. In passato hanno riguardato in particolare i contenitori che vengono usati per la raccolta degli abiti usati. Com'è accaduto la notte del 9 marzo del 2007 alla periferia di Prato quando un ragazzo di origine romena di 21 anni rimase intrappolato nel meccanismo di chiusara del cassonetto dopo esserci entrato nel tentativo di recuperare i vestiti che altri avevano lasciato.
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