Il Tirreno

Grosseto

Caseificio di Maremma: si riparte

Maurizio Bernardini
<b>CASEIFICIO.</b> Stribugliano riparte
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CASEIFICIO. Stribugliano riparte

Granarolo interessato al progetto, entra Fidi Toscana

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 STRIBUGLIANO. «Contiamo di riprendere l'attività prima dell'inverno». Ha rispettato in pieno le sue parole il sindaco di Arcidosso Emilio Landi che così si era espresso a metà agosto riguardo la sorte del caseificio di Stribugliano, realtà che aveva chiuso i battenti in seguito al fallimento della vecchia società di gestione. Ripartirà tra un paio di settimane, tre al massimo, sotto il nome Formaggi di Maremma, la produzione nello storico stabilimento che da oltre quarant'anni garantisce prodotti caseari di qualità. Oltre ai formaggi tradizionalmente lavorati nella centrale, su tutti il pecorino dop e la mozzarella di bufala toscana, ne sarà presto immessa sul mercato una fior di latte completamente amiatina. Un complesso, quello di Stribugliano, recentemente ristrutturato e definito dall'assessore provinciale grossetano allo sviluppo rurale Enzo Rossi un «concentrato tecnologico di altissimo livello».  Il centro caseario tornerà dunque a lavorare il latte di almeno una cinquantina di pastori ed anzi l'idea è quella d'incrementare il numero dei soggetti coinvolti sino almeno a cento. Fondamentale, per la rinascita del caseificio, l'incontro tra diversi partner tra cui la Terre dell'Etruria, l'Agrimaremma, e il Gruppo Berti. Naturalmente in prima linea Daniele Lombardelli, presidente della Copaim, azienda proprietaria della struttura: «ringrazio il Sindaco di Arcidosso e l'Amministrazione provinciale grossetana per il supporto che ci hanno dato. E' nostra intenzione vendere anche fuori regione portando in alto il nome della Maremma. Il latte lavorato nello stabilimento sarà infatti nostrano».  La riapertura dello stabilimento è, senza dubbio, uno boccata d'ossigeno per i venti operatori qualificati che rischiavano seriamente di perdere il proprio posto di lavoro. La reintegrazione del gruppo sarà però, per motivi legati al ciclo produttivo del latte, graduale. Non tutti potranno dunque giovare, da subito, del nuovo corso. Suonano comunque positive le parole della neo presidente di Formaggi di Maremma Luisa Morelli che ha voluto sottolineare come «il ritorno a pieno regime sarà progressivo e totale. L'azienda - ha evidenziato - è forte d'un capitale sociale ammontante ad ottocento mila euro», una buona base da cui ripartire.  Non sono più semplici voci, la conferma arriva anche dall'assessore Enzo Rossi, quelle che danno oramai per imminente l'ingresso di Fidi Toscana nel progetto di rilancio in modo da rafforzare ulteriormente le capacità d'investimento. Posizioni che vanno sempre più concretizzandosi, come quella che vedrebbe il colosso Granarolo in avanzata trattativa con la neo società maremmana: il canale di commercializzazione, ricerca e sviluppo della casa emiliana potrebbe portare, presto, i prodotti firmati Formaggi di Maremma verso nuovi mercati. Una scommessa da vincere per far conoscere, sempre a più persone, il risultato d'una attenta selezione delle materie prime e d'una tracciabilità, salubrità ed eccellenza organolettica difficilmente eguagliabili.

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