Il Tirreno

Grosseto

Accordo sulla festa «Cantine aperte, no a paese dormitorio»

<strong>FESTA. </strong>Accordo per la castagna
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FESTA. Accordo per la castagna

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ARCIDOSSO. "Che la festa sia di tutti". È il motto con cui il sindaco di Arcidosso e l'assessore alla Cultura hanno chiuso la riunione con i volontari che si è tenuta martedì sera per le polemiche sulla location della imminente Festa della castagna: riconfermando le cantine come luoghi della manifestazione. Si promette un maggior impegno dei ragazzi volontari e di tutto lo staff, ma non si ha alcuna voglia di chiudere bottega e mortificare una festa che porta benessere a tutto il paese: «La festa della castagna di Arcidosso ha raggiunto i 25 anni e in questo tempo è cresciuta la popolarità di questa iniziativa che richiama migliaia di persone anche da fuori Toscana», recita una nota.  «I nostri paesi hanno bisogno di farsi conoscere, richiamare turisti, essere frequentati da chi può tornare o far tornare altri col passaparola. Ne hanno bisogno i nostri commercianti, i ristoratori, gli albergatori che traggono dall'iniziativa una boccata di ossigeno economico; ne ha bisogno la nostra comunità nelle sue articolazioni e associazioni per racimolare qualche risorsa da spendere nel corso dell'anno per mettere in piedi altre iniziative che portino a un circuito virtuoso. Non siamo e non vogliamo diventare un "paese dormitorio": ne va della vita sociale ed economica del paese e non intendiamo certo condividere il pensiero e le azioni di chi ci vorrebbe condannare all'immobilismo. In questa festa ci sono oltre 150 volontari, la maggior parte dei quali giovani che si adoperano per la buona riuscita dell'iniziativa e meritano il plauso e il riconoscimento del loro impegno. Certamente tutto è migliorabile e alcuni inconvenienti rappresentati dalla grande affluenza di persone possono creare disturbo. Alcuni residenti del centro storico, che hanno evidenziato queste problematicità, hanno sicuramente le loro ragioni - prosegue il sindaco - ma la cura proposta non guarisce ma uccide, annienta lo sforzo di miglioramento fatto in 25 anni, mortifica i promotori e i gestori, assegna gratuitamente l'etichetta di rave party autorizzati, apre uno scontro sociale di cui nessuno di noi sente il bisogno. A differenza di quello che qualcuno ha asserito non c'è stata nessuna voglia di affrontare la questione, nessuno incontro è stato chiesto al Comune di Arcidosso da parte dei contrari, ma semplicemente la voglia di colpire e colpire duro con denunce preventive alle varie autorità. Noi siamo aperti e disponibili a ogni suggerimento che punti a migliorare la festa, ma non certo a impedirla. Faremo quanto possibile per evitare alcuni dei disagi lamentati confidando sull'organizzazione messa in piedi, sulla serietà degli organizzatori e dei volontari e sulla comprensione dei cittadini ai quali chiediamo un cenno di tolleranza. In fondo si tratta di qualche giorno all'anno in cui i nostri centri storici rivivono».

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