Il dolore
Le tracce dei templari nella chiesa
Fiora Bonelli
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CROCI. Dellordine monastico Viaggio nel santuario tra capitelli con i cavalieri e croci dell'ordine monastico
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CASTEL DEL PIANO. Una passeggiata nella Pieve di Lamula sulle tracce di un antico percorso sotterraneo che porta sotto il piazzale della Pieve, alla ricerca di una cripta o di un ossario e con un po' di fortuna, l'apparizione di un fantasma. Ma soprattutto si cercano i misteriosi segni delle antiche orme dei Templari. Questi gli ingredienti di un'esplorazione a cui hanno partecipato, dopo una prima ricognizione di una galleria costruita nel 1941, lo speleologo Giovanni Cannavale, l'avvocato Maurilio Toninelli, il sindaco di Casteldelpiano Claudio Franci, il rappresentante di Arcidosso Pier Paolo Camporesi, il Parroco di Casteldelpiano Don Giovanni Zecca accompagnato da Padre Davide e alcuni appassionati di cose antiche. Così anche gli scettici si sono lasciati prendere dal magnetismo del luogo. La Pieve di Lamula è studiata da tempo, ma il gruppetto ha deciso di scoprire cose nuove e dunque tre sono stati i punti verso cui ha guidato tutti gli altri il Parroco Don Giovanni. E la visita non ha deluso, anzi: all'interno della chiesa, alla sagrestia, alla cantina, dappertutto, nei posti più impensati, simboli incisi sulla pietra risalenti all'età medievale, riferimenti espliciti a questo ordine monastico, del cui passaggio i documenti non parlano, ma di cui essi lasciarono tracce. Oltre, naturalmente, quelli molto più evidenti come la colonna con la scala nera, o i capitelli scolpiti con cavalieri, nodi e intrecci. Ma le scoperte sono avvenute altrove: dietro all'altare (chiuso da due cancelli di ferro, ma i cui lucchetti sono stati aperti da Don Giovanni) sopra un sacello contenente forse delle reliquie, un tempo, il gruppo ha individuato, scolpita, la croce dei templari e la pietra che contorna la grata ne riporta almeno altre 5 ai lati, sia internamente che esternamente. Anche davanti all'altare, in un'altra pietra, lo stesso segno inequivocabile della croce scolpito e dentro la vecchia sagrestia (oggi ripostiglio) dietro un mobile, nascoste da scatoloni, una serie di 4 formelle tutte raffiguranti il "fiore della vita", tipico simbolo templare, con 5 petali. Un sopralluogo anche in cantina e qui, in una parete in parte demolita un'altra formella con la stessa incisione. Nell'arco sopra la porta che si apre nella vecchia sagrestia, un affresco raffigurante il fiore della vita, con sei petali e fra loro dei soli e sotto l'affresco, un architrave di peperino scolpito con intrecci ripetuti anche nella parte interna. Scoperte che avvalorano quella che adesso è più di un'ipotesi e cioè che il luogo sia stato non solo una tappa di un itinerario monastico, ma un luogo di culto nel quale i Tempolari lasciarono impresse tracce, simboli e segni evidenti.
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