Il Tirreno

Grosseto

«Fabbricati rurali, caos totale»

Tiziano Rugi
«Fabbricati rurali, caos totale»

La Cia chiede la proroga del termine di variazione al catasto

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GROSSETO. E' stato pubblicato solo il 21 settembre il decreto che detta le regole e fissa la scadenza a venerdì 30 settembre, per compilare la domanda di variazione all'Agenzia del Territorio per variare la categoria catastale dei fabbricati rurali. La Cia chiede un pronto intervento governativo, per prorogare il termine di presentazione delle domande. Una proroga che non arriverà mai. Il Governo, infatti, potrebbe rimandare il temine massimo solo attraverso un nuovo decreto legge che annulli la legge precedente, ma mancano solo tre giorni e la cosa appare improbabile, se non impossibile. E così fienili, rimesse agricole e stalle rischiano di pagare l'Ici come le case di villeggiatura. Resta solo una settimana di tempo agli agricltori per adeguarsi al nuovo decreto ministeriale inserito nella manovra finanziaria di luglio e evitare così di pagare l'Ici sui fabbricati rurali.  «E' il caso più totale», protesta Enrico Rabazzi della Confederazione degli agricoltori: «ritardi inammissibili e assurdi stanno ponendo in seria difficoltà migliaia di agricoltori, che subiranno danni senza avere alcuna colpa». L'intenzione del Governo era di risolvere una volta per tutte un vecchio problema, che da anni va avanti tra incertezze, ricorsi e sentenze spesso in contrasto tra loro nello stabilire la natura degli immobili. E invece rischia di aggravare la situazione, almeno secondo la Confederazione degli agricoltori. Il contenzioso tra agricoltori e amministrazioni locali risale a più di venti anni fa, con l'introduzione dell'Ici.  Per i Comuni anche i fabbricati rurali dovevano pagare la tassa sugli immobili, mentre per gli agricoltori si trattava di un'interpretazione errata perchè le tasse sulle "strutture agricole al servizio dell'agricoltura" pagavano già le tasse del reddito "domenicale", cioè della proprietà.  Adesso il Governo ha fatto chiarezza e, in accordo con alcune sentenze della Cassazione, ha stabilito che i fabbricati rurali, se registrati al catasto nella categoria A6, cioè "abitativi" senza alcuni requisiti, come gli impianti elettrici e i servizi igienici, sono esentati dall'Ici al pari dei fabbricati a uso dell'attività agricola D10. Il fatto è che il decreto è stato pubblicato il 21 settembre e fissa la scadenza per compilare la domanda all'Agenzia del territorio per variare la categoria catastale al 30 settembre. Un termine che è una mezza presa in giro, accusa la Cia: «E'impossibile in poco più di una settimana riuscire a districarsi nella complessa normativa e presentare in tempo le domande. Gli allegati alla modulistica sono difficili da compilare sia per i contribuenti sia per gli addetti ai lavori. Come possono i nostri uffici aiutare in sei giorni oltre cinquemila associati?», si lamenta Enrico Rabazzi.

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